Gaucci: "Geronzi e Moggi volevano il Parma in B"

Luciano Gaucci C’era un disegno per mandare in B una tra Parma e Bologna. Questo è quello che sostiene Luciano Gaucci, intervistato telefonicamente da Cayo Largo (Repubblica Dominicana) dal quotidiano locale L’Informazione di Parma. Non che sia una grossa novità: già le intercettazioni parlavano apertamente di salvare la Fiorentina e dell’opera d’arte compiuta da De Santis con il duplice risultato di pilotare il pareggio tra Lecce e Parma e di decimare i gialloblù in vista dello spareggio che (se il Bologna avesse vinto contro la Sampdoria) i crociati avrebbero giocato proprio contro la Fiorentina. Anche perché il Siena, oltre a essere nella manica giusta, aveva un turno semplice semplice contro l’Atalanta già retrocessa.

La novità e che sia Gazzoni sia la nuova dirigenza del Parma stessero particolarmente indigesti a Moggi per il loro non allineamento alla cupola; purtroppo per loro la situazione disastrosa della Fiorentina impediva di affossarle entrambe: già retrocessa l’Atalanta, un’eventuale vittoria del Brescia avrebbe retrocesso proprio i viola e non un’altra delle due emiliane. Di più: la vittoria della Fiorentina sul Brescia non sarebbe bastata da sola a garantire loro la salvezza perché se, oltre al Siena, anche Parma e Bologna avessero vinto i viola avrebbero accompagnato proprio le rondinelle in Serie B.

La novità espressa da Gaucci è il coinvolgimento in prima persona di Cesare Geronzi che, secondo l’ex patron del Perugia, sarebbe il vero deus ex machina del calcio italiano di cui Moggi e Carraro sarebbero solo le ramificazioni più importanti. Attraverso prestiti, fidejussioni e operazioni finanziarie, Geronzi sarebbe stato in grado di controllare tutti i presidenti di club, anche prendendoli per la gola come nel caso di Calisto Tanzi, rovinatosi proprio seguendo le indicazioni del numero uno di Capitalia. Geronzi avrebbe avuto il dente avvelenato con il Bologna a causa delle dichiarazioni di Gazzoni sul doping amministrativo e con il Parma a causa dei pessimi rapporti con il commissario Enrico Bondi , emersi anche nelle dichiarazioni di Bondi al processo Parmalat.

E ‘ lui la mente – spiega Lucianone – da vent’anni lui comanda e controlla il calcio attraverso le banche. E’ lui, insieme a i suoi dipendenti Carraro e Moggi, che ha rovinato me e l’amico Tanzi con cu ci sentivamo spesso. Proprio ieri ho spedito una lettera alla Procura di Parma in cui rivelo i particolari d come Geronzi controllava il calcio e non solo il calcio: ai magistrati parmigiani avevo già scritto nei mesi scorsi alcune letter che spero servano a fare luce anche sulla vicenda della cessione del Parma, perché Geronzi sapeva tutto della situazione della Parmalat. Moggi, poi, aveva già comprato Pieroni e Mazzone per il famoso Perugia-Juventus del 14 maggio 2000 nel diluvio; ma io ho scoperto tutto e ho minacciato la squadra di due mesi di ritiro in Cina se non avessero giocato la partita.”

Sempre secondo Gaucci, ci sarebbe sempre Geronzi anche dietro al fallimento del cartello delle quattro sorelle di scorta (Parma, Fiorentina, Roma, Lazio) che cercavano di opporsi allo strapotere di Juventus e milanesi. Nato nel 2000, fondatore del polo televisivo alternativo Stream, il cartello è naufragato in seguito alle vicissitudini dei fondatori; e basta pensare alle disavventure di Tanzi, Cragnotti e Cecchi Gori (e in qualche misura di Sensi) per accorgersi che le loro beghe giudiziarie, arrivate quasi contemporaneamente, devono essere qualcosa di più di una coincidenza. O no?

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