Juve, Poulsen si presenta: “Quando inizia una partita, inizia una battaglia. E io voglio vincerla”

Ha le idee chiare e le spalle larghe, il danese biondo di Asnæs, quel Christian Bager Poulsen oggetto di scetticismo tra i numerosi tifosi juventini: oggi a Vinovo è stato presentato ufficialmente, foto di rito con casacca bianconera in mano e l’ad Blanc al fianco e conferenza stampa senza timori. Dopo l’inizio in patria, quattro


Ha le idee chiare e le spalle larghe, il danese biondo di Asnæs, quel Christian Bager Poulsen oggetto di scetticismo tra i numerosi tifosi juventini: oggi a Vinovo è stato presentato ufficialmente, foto di rito con casacca bianconera in mano e l’ad Blanc al fianco e conferenza stampa senza timori. Dopo l’inizio in patria, quattro anni in Germania e due in Spagna, l’Italia è la tappa per lui più difficile e affascinante al contempo, dopo le vicende con Totti, da cui ricevette uno “sputo” a Euro 2004, e con Kakà, che marcò in modo asfissiante in Champions costringendo Ancelotti al cambio del brasiliano.

La sfortuna ha voluto che alcuni episodi particolari della mia carriera siano avvenuti contro squadre italiane, ma in realtà credo che, se si guardano le altre partite che ho giocato, emergano anche altre qualità. Sono un centrocampista con attitudini difensive ed essere duro fa parte del gioco, ma credo di essere più bravo tecnicamente di quanto il pubblico italiano possa pensare“.

Parole di chi sa il fatto suo, di chi un attimo dopo aggiunge: “E’ vero, sono un centrocampista aggressivo, ma il fatto è che quando inizia una partita, inizia una battaglia e io voglio vincerla. Questo è il calcio“. Mentalità scandinava, mentalità del nord, chissà perché tra il suo girovagare non ci sia mai stata la fermata Premier League. Lì gli arbitri fanno giocare, sono concesse entratine più o meno dure: come si comporteranno i nostri fischietti con lui? Poulsen risponde schietto:

In realtà non ho pensato molto agli arbitri, mi sono concentrato di più su quello che la Juventus si aspetta da me. Chiaramente mi auguro che non mi riservino un trattamento particolare, ma non credo accadrà: in Spagna, negli ultimi due anni sono stato ammonito poche volte e non sono mai stato espulso. Spero anzi di poter cambiare al più presto l’immagine che i tifosi italiani hanno di me. Voglio farmi conoscere e spero di poter mostrare sul campo che sono il giocatore giusto per la Juventus“.

Trattativa veloce, quella che ha condotto il danese dal caldo dell’Andalusia alla frescura alpina di Torino; pochi fronzoli, la volontà da entrambe le parti di chiudere:

E’ avvenuto tutto velocemente, in una settimana. So che la Juventus inseguiva anche altri giocatori, ma questo è normale. Quando un grande club si muove sul mercato valuta diversi calciatori nei campionati più importanti. Io credo di aver disputato delle buone partite negli ultimi anni e penso sia per questo che la Juventus mi abbia scelto, tra una rosa di giocatori di altissimo livello“.

Zanetti a più riprese ha ribadito il concetto: gioca chi merita e… chi ha meritato. Mister Ranieri, d’altra parte, nella conferenza stampa di due giorni fa fu laconico: “Io Zanetti non lo cambierei con nessuno“. Sissoko, poi, è già un idolo della tifoseria bianconera: insomma, ci sarà spazio per l’ex Schalke?

In ogni grande club ci vogliono almeno due giocatori per ogni ruolo e sono consapevole che ci sarà da lottare per ottenere un posto da titolare. Non è un problema e non ho chiesto garanzie tecniche prima di firmare. Dovrò dimostrare ogni giorno di avere le qualità per scendere in campo. So bene che in questa squadra giocano tanti campioni, ma mi auguro di poter dare il mio contributo e di rendere i tifosi bianconeri orgogliosi di me“.

Tanta voglia di iniziare, dunque, per questo ragazzo dallo sguardo di ghiaccio e il sorriso pronto a venir fuori. Un bravo ragazzo, si dice: “Totti? Non ho problemi personali con lui né con altri giocatori. Quando lo incontrerò gli stringerò volentieri la mano“. E allora in bocca al lupo, Christian!

Fonte: juventus.com

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