Mourinho al lavoro: l’Inter a Brunico a piedi del portoghese

Gli ultimi mesi li ha apparentemente passati da disoccupato, José Mourinho, dimissionario allenatore del Chelsea che dopo l’avventura londinese si è ritirato in Portogallo a godersi la famiglia e la sua terra. In realtà però ha girato un sacco, andando a spulciare sui campi d’allenamento di mezza Europa metodi e tecniche nuove, cercando di carpire


Gli ultimi mesi li ha apparentemente passati da disoccupato, José Mourinho, dimissionario allenatore del Chelsea che dopo l’avventura londinese si è ritirato in Portogallo a godersi la famiglia e la sua terra. In realtà però ha girato un sacco, andando a spulciare sui campi d’allenamento di mezza Europa metodi e tecniche nuove, cercando di carpire dai suoi colleghi trucchetti e innovazioni da utilizzare per la sua prossima avventura. Ora è l’allenatore dell’Inter e già nei primi giorni di ritiro in quel di Brunico, non lesina metodiche sorprendenti, per i tifosi, per i giocatori e anche per il presidente Moratti.

Mi piacciono gli allenamenti in cui si gioca e si lavora tatticamente, meno palestra, meno corsa, meno montagna. Voglio cambiare il metodo tradizionale di preparazione” ha asserito José che nel primo giorno di lavoro ha subito imbastito una serie di giochi a squadre, atti ad implementare la competitività nel gruppo e, nel contempo, a cementarlo. Lui è uno che crede nello spirito di squadra, il tutto mescolato con alchimie tattiche degne di un chimico:

Il 4-3-3 e’ un modulo che mi piace, ma non e’ un 4-5-1, ne’ un 4-2-3-1. E’ un 4-3-3 puro: la sfida consiste proprio nel difenderci con tre giocatori a centrocampo e altrettanti attaccanti liberi di attaccare. Le tre punte avranno caratteristiche diverse. Nel nostro modulo anche Ibra e Adriano possono giocare insieme

Il tutto però deve essere condito dalla disciplina: pare infatti sia un grandissimo estimatore della puntualità e guai a chi arriva in ritardo. L’altro giorno Massimo Moratti, per scherzare circa questo tema, ha detto: “Avevo quasi paura anch’io ad arrivare in ritardo…“. E sentite come si pronuncia il portoghese circa i ritardatari:

Se io arrivo un’ora e mezza prima all’allenamento, non posso accettare che un giocatore arrivi in ritardo. Per me e’ importante che si rispettino gli orari. Se all’allenamento, in orario, si presentano in 24 lavoro con loro, se sono 14 lavoro con quei 14. Gli altri 10 stanno a casa, anche domenica

E ancora Moratti, così si è pronunciato sui metodi di lavoro del “suo” allenatore:

Devo dire che il motivo della mia presenza a Brunico, oltre al fatto che me lo chiedeva ieri lo stesso Mourinho, è proprio dovuto alla curiosità di vedere come erano impostati gli allenamenti. Devo dire che è una persona dinamica e trasmettere questa sua caratteristica anche nel proprio lavoro. È molto attento e preciso e nello stesso tempo mantiene costantemente questo dinamismo. Mi hanno colpito la vivacità del lavoro e la costante presenza del pallone

I giocatori, i veri protagonisti poi la domenica, sono molto attenti e curiosi. Oggi ha parlato Julio Cruz, che interrogato circa i primi giorni di ritiro, ha così parlato su Mourinho e le prime sgambate:

Dopo quattro anni con Mancini abbiamo cambiato modo di lavorare e usiamo molto di più il pallone. Mourinho è un grande professionista, un allenatore esigente che però nelle pause degli allenamenti sa anche scherzare, pur pretendendo sempre la massima concentrazione. Ha un grande rispetto per il lavoro e i suoi metodi sono innovativi

Insomma, giornalisti hanno ogni giorno il taccuino pronto per segnarsi stramberie e novità, che qui a Brunico tutti giurano non s’erano mai viste. Ma se a Mourinho hanno appiccicato addosso il nomignolo di Special One un motivo ci sarà…

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