Road to Germany 2006: Argentina

Sarà José Pekerman a guidare la nazionale argentina ai prossimi campionati del mondo, il tecnico che ha già vinto tre mondiali giovanili, lo stesso che ha lasciato a casa gente come Zanetti e Samuel. Se l’esclusione del primo si poteva immaginare, quella del secondo è stata una sorpresa. Ma la squadra, secondo la filosofia del

Sarà José Pekerman a guidare la nazionale argentina ai prossimi campionati del mondo, il tecnico che ha già vinto tre mondiali giovanili, lo stesso che ha lasciato a casa gente come Zanetti e Samuel. Se l’esclusione del primo si poteva immaginare, quella del secondo è stata una sorpresa. Ma la squadra, secondo la filosofia del tecnico, andava rinnovata. Spazio ai giovani dunque e fuori le vecchie glorie alle quali vanno aggiunti anche gli altri due interisti Kili Gonzalez e Veron.
In questi mondiali l’Argentina è molto attesa, molti addirittura si sbilanciano nominandola fra le possibili vincitrici. Fatto sta che una nazione come questa non può permettersi di fare brutte figure, alla luce della grande passione di questo popolo per il gioco del calcio, ma anche ricordando la grande tradizione di questo paese. Nella loro storia infatti sono riusciti a portare nella bacheca due mondiali e ben quattordici coppe America.
L’accesso alla fase finale della competizione è stato raggiunto addirittura con tre turni di anticipo, risultando così la prima squadra sudamericana a staccare il biglietto per la Germania. Ha dovuto però lasciare il primo posto del girone al Brasile, che aveva, alla fine, gli stessi punti ma una differenza reti migliore.

Gli estremi difensori prescelti sono Roberto Abbondanzieri (Boca Juniors), Leonardo Franco (Atletico Madrid) e Oscar Ustari (Independiente).
Verosimilmente il titolare sarà il vecchio “Pato” Abbodanzieri, portiere che probabilmente ancora turba le notti dei tifosi milanisti memori della finale di coppa intercontintale. Franco si accontenterà di essere la prima riserva, dopo la splendida stagione giocata con l’Atletico Madrid. Vanno spese due parole per Ustari, appena ventenne, a detta di tutti futura star del calcio argentino. Il giovane portiere ha già vinto il mondiale giovanile del 2005 e ha strappato il posto ad un altro giovane, Lux del River Plate (campione olimpico ad Atene). Anche il grande Maradona ha avuto da ridire per questa scelta di Pekerman, il pibe de oro avrebbe infatti preferito il secondo.

In difesa troviamo Fabricio Coloccini (Deportivo La Coruna), Roberto Ayala (Valencia), Gabriel Heinze (Manchester United), Juan Pablo Sorin (Villarreal), Gabriel Milito (Real Zaragoza), Nicolas Burdisso (Internazionale), Leandro Cufre (Roma) e Lionel Scaloni (West Ham United).
Tanti “italiani” recenti e passati in questo reparto. Tra questi c’è Sorin che vista l’assenza di Zanetti dovrebbe portare la fascia di capitano, lui che proprio 10 anni fa da capitano sotto la guida di Pekerman vinceva il campionato del mondo giovanile. Questa decisione però ha fatto un po’ storcere il muso ad alcuni giocatori che avrebbero preferito Ayala. Due biondi per un posto: Coloccini e Heinze, anche se il secondo deve recuperare da un infortunio. Milito si preoccuperà della zona centrale della difesa insieme al già citato Ayala.

A recuperar palloni e impostare la manovra ci penseranno Esteban Cambiasso (Inter), Javier Mascherano (Corinthians), Luis Gonzalez (Porto), Pablo Aimar (Valencia), Juan Roman Riquelme (Villarreal) e Maximiliano Rodriguez (Atletico Madrid).
Instancabile perno centrale sarà Cambiasso che ci ha abituato a prestazioni di grande rilievo anche con la maglia dell’Inter. Interessante anche l’ottimo Luis Gonzalez, che segnò proprio contro gli azzurrini nella semifinale di Atene. Molto importanti le sue prove durante le qualificazioni, è un centrocampista di destra con il vizio del gol. Fa piacere anche il ritorno di Aimar che nei scorsi mesi ha avuto problemi di salute, un caso di meningite, per fortuna non in forma acuta, per lui. E poi c’è Riquelme, l’uomo più importante di questa squadra, quello che con le sue giocate può cambiare le sorti di un incontro in qualsiasi momento. Speriamo solo abbia dimenticato il rigore sbagliato contro l’Arsenal.

Infine gli attaccanti che sono Carlos Tevez (Corinthians), Hernan Crespo (Chelsea), Lionel Messi (Barcelona), Rodrigo Palacio (Boca Juniors), Javier Saviola (Sevilla) e Julio Cruz (Inter).
In questo reparto c’è quella sensazione di imbarazzo della scelta che ogni selezionatore vorrebbe avere. Chi saranno i due attaccanti? Probabilmente Crespo, che finalmente può sperare in un mondiale da protagonista dopo aver vissuto per anni all’ombra di Batistuta, e Messi, il gioiellino del Barcellona che però deve recuperare da un infortuno. Ma gli altri quattro sono tutti di una caratura tale da poter giocare titolari in qualsiasi squadra, quindi avranno sicuramente un ruolo da protagonista. Come sottovalutare Carlito Tevez? E’ pur sempre il miglior giocatore del Sud America per il terzo anno consecutivo. Vogliamo parlare di Palacio? Fresco vincitore del torneo di clausura, pesante il suo contributo per la causa del Boca. Pensare che solo 4 anni fa giocava in quarta divisione. Che dire di Cruz? Ventuno gol stagionali con la maglia dell’Inter, più di quelli realizzati dal suo illustre compagno di squadra Adriano. Lo stesso Saviola, infine, non può certo definirisi un giocatore qualsiasi, anche se ha deluso un po’ le aspettative. Ma proprio la sua voglia di riscatto potrebbe fare la differenza. Quel bell’uomo di Pekerman avrà sicuramente di che pensare.

Inutile nascondersi, l’Argentina parteciperà a questo mondiale per fare qualcosa in più di una bella figura. E’ stata estratta nel gruppo C, con Serbia (e Montenegro?), Costa d’Avorio e Olanda. Non è certo uno dei sorteggi più fortunati, ma una squadra candidata per la vittoria finale non può certo spaventarsi di fronte a nessun avversario. Il tecnico Pekerman ha rinnovato molto il gruppo e si aspetta di rinnovare i successi già ottenuti a livello giovanile. Almeno a mio giudizio questa è una delle squadre da seguire con più attenzione, anche per il bel calcio che ci saprà offrire, fatto di palle giocate a terra e velocemente. Sono passati vent’anni dall’ultimo successo, iniziano a essere troppi.

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