Juventus multata per i cori anti Zeman

Quando uno ci crede alla fine il destino in un modo o nell'altro gli dà ragione. E così Zeman, punito sul campo dalla corazzata bianconera che ha sadicamente dato una lezione al suo avversario più temibile nelle sale stampa, ha avuto la sua fetta di soddisfazione per il martirio.

Si sa infatti, che per quanto ci possano essere dei precedenti, non è mai un gesto sportivo l'insulto dell'avversario. E soprattutto uno come Zeman che spesso ha avuto ragione di quello che diceva, spesso per il bene del calcio, non può meritarsi tanto odio da chi il calcio lo tifa. Ecco quindi che il destino, vestito da giustizia sportiva, ha punito il branco e dato il sorriso all'umiliato.

Era tra l'altro argomento di pre partita quello dei cori anti Zeman. Si sapeva che a Torino gli avrebbero dato quell'accoglienza e il boemo aveva addirittura affermato che ci sarebbe dovuta essere una punizione per chi insulta tutta la partita, come quando si verificano cori razzisti. Purtroppo che le due cose siano paragonate non c'è ancora prospettiva, ma "fortunatamente" per Zeman, in mezzo a i cori nei suoi confronti il razzismo è stato ugualmente buttato in mezzo e così anche il boemo ha potuto meritare il suo risarcimento.

Il sito ufficiale della Lega recita: "Ammenda di € 15.000,00: alla Soc. Juventus per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, rivolto continuativamente all'allenatore della squadra avversaria grida e cori insultanti e costituenti espressione di discriminazione etnica". Giustizia è quindi fatta per tutti: la Juventus paga per il razzismo e Zeman si prende una rivincita magari non per il motivo del suo risarcimento, ma per molte altre cose più offensive e di valore per il boemo.

Per la cronaca, infatti, tra i vari "noi vogliamo morto il boemo" e insulti alla famiglia di Zeman è l'imputabilità di un'etnia zingara ad aver fatto scattare l'ammenda.

Foto | © TM News

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