Liga, lunedì il superclasico tra Barcellona e Real Madrid: è polemica in Palestina

Il clasico spagnolo di lunedì prossimo tra Barcellona e Real Madrid è avvolto dalle polemiche addirittura in Palestina: i blaugrana avrebbero invitato un soldato israeliano in tribuna, provocando lo sdegno di Hamas. Il contro-invito a un giocatore palestinese ha trovato il rifiuto dello stesso.


Lunedì prossimo è tempo di superclasico in Spagna, al Camp Nou infatti il Barcellona ospiterà il Real Madrid: catalani fino ad ora a punteggio pieno, la squadra di Mourinho leggermente attardata a quota 10 (contro i 18 dei blaugrana) spera nel colpaccio esterno per avvicinarsi agli eterni rivali. A poco meno di una settimana, però, a tenere banco non sono gli aspetto tecnico-tattici della sfida, quanto piuttosto uno strano caso in cui sono coinvolte niente di meno che la Palestina e Israele. Tutto è nato da un invito del Barcellona a Gilad Shalit, soldato israeliano prigioniero per cinque anni dei guerriglieri palestinesi.

Questa cosa ha fatto storcere il naso ad Hamas che ha subito minacciato di boicottare la squadra di Vilanova, intimando di non trasmettere più gare del Barça nei territori palestinesi né di diffondere notizie sulla squadra (che pure è seguitissima); la dura presa di posizione degli anti-israeliani ha allarmato non poco il club catalano che ha precisato di aver semplicemente avallato una richiesta fatta a nome di Shalit (“Nel 2011, è stato nostro ospite anche Abu Mazen. Chi poteva pensare a una reazione del genere?“), presente a Barcellona quella sera, e per dimostrare di non aver nulla contro i palestinesi ha a sua volta invitato al Camp Nou il calciatore Mahmoud Sarsak, oltre all’ambasciatore Musa Amer Odeh e al presidente della Federcalcio palestinese Jibril Rajoub.

Sarsak, ostaggio degli israeliani e di recente liberato dopo un lungo sciopero della fame, ha rifiutato l’invito: “Non si può mettere sullo stesso piano vittima e oppressore. C’è grande differenza tra trattenere un soldato, che indossa una divisa militare dentro il suo carro armato, che uccide degli innocenti indifesi, e arrestare un giocatore durante un controllo militare mentre va a giocare a calcio in Cisgiordania“. Come se non bastasse il Real Madrid, con un sobrio e velenoso comunicato, ha ricordato quanto le merengues stanno facendo nei territori palestinesi con l’apertura di numerose scuole calcio. E, amara ciliegina sulla torta, si parla di più di 1000 attivisti pronti a contestare il Barça “per ricordare i 4.660 palestinesi che languono nelle prigioni israeliane“. Brutta storia.