Mourinho: “Mi piacerebbe essere una persona qualunque”

“Odio non poter essere una persona normale”, Mourinho si confessa in una lunga intervista alla CNN.

di antonio

L’altro lato di Josè Mourinho. L’allenatore portoghese ha raccontato senza alcun filtro i suoi desideri in un’intervista alla Cnn. Uno degli uomini più ricercati, fotografati e discussi del panorama calcistico internazionale , vorrebbe poter trascorrere una vita da “persona qualunque”. “Odio la mia vita sociale – ammette il tecnico portoghese – odio il non poter essere un padre normale che va a vedere la partita del figlio assieme a tutti gli altri genitori senza che gli altri vengano da me per foto, autografi o insulti, perché’ c’è anche gente che si mette dietro la porta e insulta mio figlio che ha solo dodici anni. Mi piacerebbe passeggiare normalmente con la mia famiglia per strada e non posso ma sono una persona completamente diversa nella vita privata. Ma lo tengo per me, per le persone che mi sono vicine e un giorno, quando chiuderò la mia carriera, spero di avere ancora qualche anno a disposizione per essere una persona normale e parlo di qualche anno perché’ voglio smettere di allenare a 70 o 75 anni anni“.

Mourinho ama il suo lavoro e lo dimostra quest’ultima frase. Ma la permanenza nel Real Madrid non durerà ancora per molti anni: “Lo scenario ideale sarebbe tornare ad allenare in Inghilterra e vedere ancora Ferguson in panchina perché penso che il calcio perderà tantissimo quando deciderà di ritirarsi, non ci sono allenatori vecchi o giovani. Per me lui è il ‘boss’, lo chiamo sempre così perché è il boss degli allenatori e spero che quando tornerò nel calcio inglese lui sia ancora il manager dello United“.

Lo Special One strizza l’occhio al suo vecchio amore, il Chelsea: ” Io al City? Non ci penso, ho quattro anni di contratto col Real Madrid e se ho firmato è perché in questo periodo della mia carriera mi vedo al Real e in nessun altro club. Poi, il passo successivo, sarà l’Inghilterra, quando non lo so e non ne ho idea perché per adesso sono felicissimo di allenare la miglior squadra al mondo. Il Chelseaa? Con Roman Abramovich mi ci sento spesso e l’ultimo esempio è con Essien: stava andando in un altro club ma gli ho telefonato e gli ho detto ‘per favore, lascialo al tuo amico’ e così ha fatto. Abbiamo un grande rapporto”.

Mouriho, infine, non bada molto a chi non lo stima a livello caratteriale e calcistico: “E’ normale perché la gente pensa di conoscermi ma non è così. Il pubblico conosce l’allenatore, soprattutto l’allenatore durante i novanta minuti della partita e durante quei 90 minuti non sono lì per divertirmi. Sono lì per fare il mio lavoro, per vincere, sono con la mia squadra per provare a vincere, sono lì e vivo la partita come se fosse l’ultima della mia carriera. Per cui la gente mi osserva e vede quello che vede. Poi ci sono le conferenze stampa ma quella è un’altra partita, che sia la conferenza stampa della vigilia o quella post-partita. Ma la gente non mi conosce come un amico, come un padre di famiglia, come allenatore all’interno di un club, non conosce i rapporti che ho con la gente con cui lavoro. Per cui non mi lamento, né dico che la gente si sbaglia o che mi guarda in modo sbagliato. Questa gente vede solo quello che vede“.

Ultime notizie su Allenatori

Tutto su Allenatori →