Dove sono finiti i grandi capitani?

Hristo Stoitchov

Non ci sono più i capitani di una volta. Ero ancora piccolo, ma ricordo bene quei giocatori con la fascia al braccio che in campo erano dei generali e che nessuno si sognava mai di contraddire, figuriamoci litigarsi il pallone per un rigore o una punizione come accade oggi.

Ho ancora bene in mente le immagini di Bulgaria – Germania di Usa 94: Ivanov e Kostadinov si stavano contendendo un calcio di punizione, dopo pochi attimi si avvicina Hristo Stoichkov, afferra il pallone, lo mette a terra e con le mani fa un chiaro segno ai compagni di “togliersi dalle scatole”. Fischio, rincorsa e goal. Bulgaria in semifinale contro l’Italia. Oppure il romeno George Hagi, anche lui un leader nato, con un sinistro da fare invidia al mondo.

Non si possono dimenticare nemmeno i due ex capitani del Manchester United, Eric Cantona e Roy Keane esempi non certo ottimi fuori dal campo, ma quando erano sull’erba dell’Old Trafford incutevano timore e rispetto solo a guardarli.

Nulla a che vedere con il capitano della nostra nazionale, Fabio Cannavaro, non certo scelto a furor di popolo, soprattutto dopo il video della flebo prima della partita. Anche noi di grandi capitani nella storia ne abbiamo avuti molti, ma forse l’ultimo di questa lista di grandi, e qui sono di parte, è Francesco Totti.

Non dimenticherò quando nel 2006, la domenica dopo il suo infortunio, la Roma vinceva il derby con la Lazio, mettendo il record di vittorie consecutive e ad ogni goal correvano ad abbracciarlo. E non dimenticherò mai le sue parole: “Oggi, per la prima volta, mi sono sentito davvero il capitano di questa squadra”.

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