L’arresto di Fabrizio Lori, ex patron del Mantova

In carcere l’ex patron del Mantova: è accusato di bancarotta fraudolenta, avrebbe distratto una quarantina di milioni, dei quali circa 19 trasferiti senza alcuna ragione nelle casse della squadra mantovana un tempo da lui presieduta.

di antonio

Quasi due anni l’imprenditore Fabrizio Lori era alle prese con la protesta degli operai della Pansac. La crisi economica si stava espandendo a macchia d’olio e non risparmiava nessuno, nemmeno il presidente del Mantova che portò il suo club a sfiorare la promozione in Serie A. Poi, il 30 giugno 2010, la squadra, a causa dell’ammontare dei debiti (circa 9 milioni), conseguiti dalla gestione Lori, non riesce ad iscriversi al campionato di Lega Pro, scomparendo in tal modo dal calcio professionistico. Ora milita in Lega Pro Seconda Divisione dopo un anno tra i dilettanti e la promozione del 17 aprile 2011.

Cosa c’entra la Nuova Pansac con il Mantova e Fabrizio Lori? C’entra perché Lori è stato arrestato con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Per gli inquirenti, l’ex presidente prelevò dalle casse della Nuova Pansac, società fallita di cui era amministratore unico, 16.536.000 euro. Soldi che avrebbe erogato al Mantova calcio, fallito nel 2010, e utilizzati anche per ristrutturare casa.

L’ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip di Milano Alessandra Clemente su richiesta del pm Isidoro Palma, titolare delle indagini che hanno accertato come l’amministratore delegato della Nuova Pansac, – diventata leader nel settore igienico-sanitario, cinque stabilimenti tra Veneto e Lombardia e allora con 819 dipendenti – “per anni e fino al 2010, incurante delle sorti della società, ha continuato a fare scelte finalizzate solo al raggiungimento di scopi e di interessi personali e comunque del tutto ininfluenti, anzi dannose per il destino” dell’ azienda di famiglia, “aggravando la sua esposizione debitoria”.

L’operazione Mantova Calcio la “più significativa per il depauperamento” dell’azienda secondo quanto scritto nell’ordinanza. In tutto sarebbero stati versati circa 19 milioni tra il 2005 e il 2010 alla società calcistica, dei quali circa 16,5 milioni senza “alcuna ragione” e “contropartita“. Il resto riguarda versamenti per tre contratti di sponsorizzazione (anch’essi “evidenziano un profilo distrattivo“) e per una consulenza affidata a Fox Energy, rappresentata da Alberto Castagnaro un mese dopo la cessione da parte di quest’ultimo a Lori delle quote di maggioranza del Mantova Calcio. Il contratto di consulenza sarebbe servito per avere “informazioni soprattutto tecniche e di mercato – si legge ancora nel provvedimento del gip – relative alla Figc e al settore calcio professionistico” e anche per fornire assistenza per un “impianto di cogenerazione” che avrebbe dovuto sorgere in uno degli stabilimenti ma che non solo non venne mai realizzato ma di cui, osserva il giudice, non esisteva nemmeno un progetto di costruzione.