Sciopero del tifo in casa Juve, interviene Andrea Agnelli

Dopo le polemiche per lo sciopero del tifo degli ultras della Juve e per i vistosi seggiolini rimasti vacanti nella gara di ieri contro lo Shakhtar, Andrea Agnelli oggi è intervenuto sulla questione. Le sue dichiarazioni non convincono del tutto.

Nel dettagliato post di ieri sera, Gabriele Capasso notava: “La situazione è ingarbugliata, ma è chiaro che Andrea Agnelli (o chi per lui) dovrà in qualche modo intervenire“. Così oggi il presidente della Vecchia Signora è intervenuto e ha spiegato. Il riferimento è come ovvio allo sciopero del tifo bianconero in occasione del ritorno casalingo in Champions della squadra: caro-prezzi, bandieroni vietati e restrizioni sugli striscioni il motivo ufficiale del mutismo per l’intera partita della frangia calda del tifo juventino, ma i vistosi buchi sulle tribune dello Juventus Stadium nel caso del match di ieri erano da imputare anche a giocatori sconosciuto (quelli dello Shakthar), il martedì sera e lo sciopero dei mezzi pubblici. Da Carrera a Bonucci, molti dei tesserati juventini nelle dichiarazioni post-gara hanno glissato pur notando con dispiacere il silenzio della curva e diecimila e più posti vacanti, oggi Andrea Agnelli ci ha tenuto invece a spiegare la cosa come riporta tuttojuve.com:

“Quella di ieri è stata una risposta molto buona, perché abbiamo avuto 30mila persone allo stadio, in un momento in cui anche partite di cartello ne hanno meno. E’ chiaro che la parte Est dello stadio vede spesso e volentieri tifosi che vengono da fuori, quindi vengono di sera solo per partite che sono considerate di super cartello. Cerchiamo di fare anche un passo indietro e di ricordarci che lo stadio vecchio che c’era nella stessa e identica location faceva veramente fatica…forse Juve-Shakhtar giocata al Delle Alpi avrebbe avuto 10mila persone. Quindi cerchiamo di capire anche quello che è stato il miglioramento con il miglioramento assoluto dello stadio”.

Questo per quanto concerne il non sold-out. Per la questione sciopero, invece Agnelli è più sibillino:

“I problemi ci sono, sono tanti: io ho sempre sostenuto che i tifosi sono una parte importante e fondamentale, sono parte integrante di quella che è la nostra vita sociale. Poi ci sono delle problematiche: io ho letto anche su vari forum, internet, eccetera, qualcuno sostiene che siano le bandiere, qualcuno sostiene che sia il distributore commerciale Listicket, qualcuno sostiene che sia il rincaro dei prezzi, qualcuno sostiene… cioè, le motivazioni sono tante e molteplici. Quando uno comincia una stagione, fa tutta una serie di riflessioni, le convive e le porta avanti. Al 30 giugno, quando finiremo quest’anno, come spesso accade, nella valutazione di tanti aspetti della società, si potranno fare una serie di valutazioni. I prezzi dei biglietti, sì, erano cari, ma non erano alti come altre partite di cartello, non era considerata neanche per noi, nell’ambito della nostra riflessione commerciale, una partita di prima fascia. Il prezzo non è stato di prima fascia. Quindi sono tante e molteplici. Noi vogliamo sempre dare il meglio, ogni tanto non ce la facciamo, ma la volontà è di fare il meglio: di fare il meglio la parte sportiva, la parte societaria, la squadra, l’allenatore e i tifosi tutti. Se tutti diamo il meglio, sicuramente potremo eccellere”.

Ora sarà tregua per 17 giorni: trasferta di Siena e pausa per le Nazionali, quindi l’impegno casalingo contro il Napoli sabato 20 ottobre alle ore 18. Ma in campionato tra week-end e abbonati probabilmente si potrà capire solo se sarà ricucito il rapporto tra ultras e società. Il prossimo impegno europeo casalingo si giocherà invece il 7 novembre prossimo: partita cruciale, la quarta del girone, contro il Nordsjaelland. Lì capiremo quanto costerà, e se costerà meno rispetto a ieri, un biglietto per assistere al match.