Schuster e Calderon, sale la tensione

Bern Schuster e Ramon Calderon, due personaggi dai caratteri forti e dalle idee ben chiare; finora le diversità di vedute erano state appianate dai successi ottenuti nella Liga, ma in questi mesi di mercato estivo le posizioni rispettivamente dell’allenatore e del Presidente delle Merengues si sono distanziate sempre più. Il primo ha fatto intendere che



Bern Schuster e Ramon Calderon, due personaggi dai caratteri forti e dalle idee ben chiare; finora le diversità di vedute erano state appianate dai successi ottenuti nella Liga, ma in questi mesi di mercato estivo le posizioni rispettivamente dell’allenatore e del Presidente delle Merengues si sono distanziate sempre più.

Il primo ha fatto intendere che il mercato del Real Madrid non può essersi concluso con l’acquisto dell’olandese Van der Vaart; il secondo,invece, ha puntato tutto su Cristiano Ronaldo sicuro di poter arrivare alla conclusione dell’affare dell’anno. Il Manchester però non ha ceduto alle pressioni e si è tenuto stretto il proprio fuoriclasse, mentre i Blancos si sono dovuti arrendere almeno per quest’anno. Calderon contava sulle promesse strappate a Cristiano Ronaldo e al suo procuratore, quindi aveva persino congelato un’importantissima fetta del patrimonio sociale per permettere l’incorporazione del portoghese nell’organico.

Tra 3 giorni il Real Madrid disputerà la prima partita ufficiale dell’anno con in palio la Supercoppa di Spagna da contendere al Valencia ma la tensione tra l’allenatore ed il Presidente sembra destinata a salire.

Schuster ha chiesto ormai da diverso tempo l’acquisto di una punta centrale, un n 9 di peso che possa sostituire Van Nistelrooy, visto che già nella scorsa stagione ha dovuto convivere con problemi fisici abbastanza fastidiosi. Calderon e Mijatovic, dal canto loro, sono consapevoli che un attaccante forte che garantisca un ottimo rendimento in fase realizzativa come Van Nistelrooy non sia una priorità anche perché il costo dei cartellini dei vari Drogba, Eto’o e Adebayor era troppo elevato per le casse del Madrid.

All’allenatore tedesco non resta che lavorare con l’organico messo a disposizione e magari sperare in un ripensamento da parte della Società.