Olimpiadi: "Stoccata" al Calcio dalla Scherma

Polemica Scherma-Calcio

Avrete sicuramente sentito della polemica a distanza che ha coinvolto il mondo del calcio, ieri, a Pechino. Gli Azzurrini, guidati da Pierluigi Casiraghi, mesti mesti, con le orecchie basse e le pive nel sacco, si trovavano all'aereoporto cinese, pronti ad imbarcarsi per il volo di rientro in Italia quando, al check-in, faceva il loro ingresso la squadra femminile di scherma, fresca vincitrice di tre medaglie.

Sarebbe potuta nascere un'interessante conversazione tra sportivi di due mondi così diversi. Gli atleti avrebbero potuto scambiarsi sensazioni, emozioni sull'Olimpiadi in corso e magari formare nuove amicizie. Invece, quell'incontro così originale ha dato origine ad una diatriba significativa sulla diversità di trattamento tra sport e atleti e, sulla differente influenza delle Federazioni.

Le fiorettiste infatti, stavano per imbarcarsi con il loro biglietto in economy class (quello che prende la maggioranza di noi comuni mortali per intenderci, con i sedili un po' troppo vicini alla fila davanti e con la cena di quart'ordine), quando si accorgono dell'imbarco in business class riservato ai calciatori.

E qui, apriti cielo. La grande Valentina Vezzali, portavoce della crociata, si scaglia contro la grottesca situazione, con un ragionamento che non fa una grinza:

"Ma come, noi abbiamo vinto un oro e due bronzi e ci trattano così, mentre loro che non hanno vinto niente se ne staranno in business?"

E sì, perchè le ragazze hanno, come sempre, vinto ed emozionato. La Nazionale di calcio, forse non favorita per l'oro ma sicuramente competitiva, è uscita ignobilmente ai Quarti del torneo, mandati a casa dal modestissimo Belgio. Ma si sa, gli stipendi sono altri, anche se, i ragazzi di Casiraghi non sono certo pagati quanto i loro colleghi più grandi.

Ma qui è un discorso di Federazione. Il biglietto mica se lo pagano loro, lo paga la FIGC, che colpa ne hanno i giocatori? Che se la prendano con la Federazione di Scherma. O no? Forse. E se invece fosse il CONI il responsabile? Sarebbe molto più grave, discriminante.

Puntuale e inappuntabile la dichiarazione, rilasciata da Valentina Vezzali sul proprio sito ufficiale in merito alla vicenda:

"Desidero fare chiarezza su questa vicenda relativa alle critiche agli azzurri del calcio di cui si sta parlando parecchio in queste ore. Giustamente io e le mie compagne ci siamo accorte e meravigliate di questa differenza, e ne abbiamo parlato tra di noi in aereo.

Abbiamo osservato che se questa disparità di trattamento fosse stata una scelta del Coni, allora ci saremmo dovute lamentare, ma se fosse stata una scelta della Federcalcio, allora non avremmo potuto dire proprio nulla. E la cosa è finita là. Quindi nessun problema con i calciatori, figurarsi proprio io che ne ho sposato uno. E poi, parlo per me, la gioia delle medaglie vinte è talmente tanta che sarei tornata da Pechino anche a piedi"

Chapeau! Certo che tra i 22 ragazzotti del calcio, anzi 23, ci metto anche Mister Casiraghi (e non conto lo staff), quattro galantuomini che cedessero spontaneamente il posto a delle raagazze fresche vincitrici di 1 oro e 2 bronzi, si potevano anche trovare...

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