Samp, tutti pazzi per Obiang: per il ds Sensibile non è (ancora) in vendita

Ormai tutti conoscono Pedro Obiang, centrocampista spagnolo di 20 anni che sta ben figurando in maglia sampdoriana: tanti club si sono già interessati a lui, il ds blucerchiato Sensibile spera non si faccia distrarre dai tanti attestati di stima e continui alla grande la stagione.

Pedro Obiang è un ragazzone di un metro e ottantacinque centimetri nato in una cittadina a 30 chilometri da Madrid 20 anni fa: spagnolo ma di origini equatoguineane, il nostro calcio ha cominciato ad apprezzare le sue qualità da quest’anno quando con la Sampdoria di nuovo in Serie A ha messo in mostra tutte le sue qualità in queste prime uscite dei blucerchiati. I più attenti però di sicuro ricordano che già due stagioni fa questo centrocampista spagnolo dal sicuro avvenire giocò a Torino contro la Juve (3-3 settembrino), nel giorno in cui aveva prolungato il suo contratto di cinque anni col club ligure (alla fine collezionò 4 presenze in massima serie); e senza sforzarsi troppo spulciando nella memoria, gli appassionati di Serie B hanno potuto ammirarlo la scorsa stagione quando sia Atzori che Iachini lo impiegarono continuità nel campionato cadetto. Ciro Ferrara si è ritrovato tra le mani un giocatore fatto e finito, capace di rompere il gioco in mediana e di impostarlo grazie ai suoi piedi gentili, un combattente che corre per tre e si fa il campo in lungo e largo.

Così molti club hanno cominciato a far squillare il telefono del ds doriano Pasquale Sensibile che ora comincia a preoccuparsi: “E’ un ragazzo maturo e di grande cultura, qualità che si porta anche sul campo. Sono però preoccupato perché si parla un po’ troppo di lui, che invece deve finire un percorso con noi” ha spiegato il dirigente della Samp, pur consapevole che se continua su questi livelli l’estate prossima dovrà sedersi al tavolo delle trattative. I buoni rapporti con Sabatini mettono la Roma, che pure lo segue da due anni, in pole position, ma anche Chelsea e Manchester City si sono interessati a lui, impressionati dalle prove fornite contro Milan e Napoli, gare in cui erano presenti osservatori dei due club inglesi. Ma chi è Obiang? Da dove viene fuori? L’agente Fifa Giovanni Fiore, suo scopritore, racconta la sua storia a calciomercato.com:

“A 14 anni giocava nei Cadetes, che sono i nostri giovanissimi, dell’Alcalá de Henares, cittadina a 30 chilometri circa da Madrid. Una squadra dilettantistica, su un campetto di terra, in mezzo alle case… facevo l’osservatore per la Sampdoria e segnalai il ragazzo. Bisogna ammettere che la dirigenza blucerchiata ebbe l’intuito di aver visto che il giocatore aveva una certa qualità”.

In realtà Obiang si accasò dapprima all’Atletico Madrid e rimase nelle giovanili dei colchoneros per una sola stagione; gli allora dirigenti sampdoriani Marotta e Paratici, ora alla Juve, non cancellarono però il suo nome dai taccuini e nel luglio 2008 sferrarono l’attacco decisivo per accaparrarselo. Garrone dovette staccare un assegno da 130mila euro, col senno di poi soldi spesi alla grande; racconta ancora Fiore:

“Non è stato facile all’inizio, a 16 anni ha avuto molte difficoltà con la lingua, la città, non era semplice inserirsi. Ma ha un carattere molto aperto, umile, disponibile con i compagni; e questo l’ha aiutato a bruciare le tappe. Dove può arrivare? Ha un fisico importante, una tecnica sopraffina e una posizione in campo invidiabile. Se arrivasse qualche big non mi meraviglierei”.

Ha il fisico dei calciatori possenti dell’Africa Nera, l’incoscienza dei vent’anni, la testa spagnola e l’intelligenza di chi è già maturo, l’unico neo è lo scarso, fino ad ora, feeling col gol. Dettagli se ogni partita macina chilometri per sé e per i compagni: dovrà continuare a lavorare rimanendo concentrato. Se a fine anno avrà mantenuto le promesse, l’anno prossimo sarà uomo mercato.

Foto | © TMNews