L'Argentina è di nuovo d'oro: è lei la regina delle olimpiadi



L'Argentina è riuscita a confermare l'oro di quattro anni fa ad Atene ed è ancora sul gradino più alto del podio dopo aver battuto in finale la Nigeria grazie ad un gol del promettente esterno del Benfica Di Maria, nella precedente edizione era stato invece di Tevez il gol partita. La vittoria serve anche da rivincita per la sconfitta subita alle olimpiadi di Atlanta sempre contro gli africani che in quella occasione si imposero per 3-2.

Lo stadio di Pechino per l'occasione è una fornace, si segnalano 32 gradi con il 35% di umidità, ma all'interno dell'impianto probabilmente la temperatura è ancora più elevata. Forse è per questo che la partita fin dall'inizio non ha offerto ritmi indiavolati. La Nigeria sembra sopportare meglio il calore è attacca con più continuità ma i sudamericani riescono ad opporsi bene grazie ad un'attenta tattica del fuorigioco.

Capita così che il protagonista dell'episodio più importante sia l'arbitro ungherese Kassai che poco dopo la mezz'ora chiama un time-out, molto apprezzato dai 22 in campo, per permettere agli atleti di rinfrescarsi un po'. Dopo la pausa gli africani provano a mettere paura con un paio di cross che però Isaac non riesce a sfruttare al meglio. Per l'Argentina l'unica occasione arriva da un tiro dalla distanza di Monzon allo scadere della prima frazione di gioco.

L'intervallo sembra far bene alla nazionale di Batista e al suo genio Messi che infatti inizia a dispensare palloni per i suoi compagni. Aguero è uno dei beneficiari ma non riesce a capitalizzare, il giocatore del Barcellona ci prova poi dalla distanza costringendo alla parata in tuffo il portiere Vanzekin. Al 13° arriva l'invenzione, Messi vede un corridoio nelle maglie della difesa nigeriana fino a quel momento impeccabile e pesca Di Maria che si presenta al cospetto del portiere e lo infila con un morbido pallonetto.

La reazione degli africani è veemente ma non produce grosse occasioni, così l'Argentina controlla agevolmente il piccolo margine di vantaggio. Il forcing produce due buoni cross di Obinna per il neo entrato Anichebe, ma il difensore Garay prima e il portiere Romero allo scadere evitano il pareggio e così i temutissimi, viste le condizioni atmosferiche, tempi supplementari.

L'Argentina per la seconda volta nella sua storia diventa campione olimpico, il risultato diventa ancora più gustoso pensando che i cugini brasiliani non sono ancora mai riusciti a conquistare l'oro. Adesso possono provare a fare il tris per eguagliare il record di ori che appartiene a Ungheria e Gran Bretagna. Per Messi e per gli altri giovani talenti è il primo successo con la maglia dell'Albiceleste, ora sognano di conquistare qualcosa di ancora più importante con quei colori: quel mondiale che manca ormai da troppo tempo, dal 1986 e dai tempi di un certo Diego Armando Maradona.

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