La rinascita inaspettata di Ruben Olivera

Giocatore strano Ruben Olivera: l’uruguayano detto il Pollo, classe 1983, ha girovagato sottovoce un po’ a destra e un po’ a sinistra, alternando prestazioni maiuscole e episodi deplorevoli, gol da 3 punti a stagioni da un manciata di minuti e poco più. Acquistato dalla Juve nel 2002 (dopo le tre discrete annate al Danubio di


Giocatore strano Ruben Olivera: l’uruguayano detto il Pollo, classe 1983, ha girovagato sottovoce un po’ a destra e un po’ a sinistra, alternando prestazioni maiuscole e episodi deplorevoli, gol da 3 punti a stagioni da un manciata di minuti e poco più. Acquistato dalla Juve nel 2002 (dopo le tre discrete annate al Danubio di Montevideo), Olivera non convinse mai a pieno Lippi, tanto che in quella stagione splendida per i bianconeri l’uruguagio collezionò appena 3 presenze. E’ che non era un tipo facile da mettere in campo, non proprio una punta e neanche un trequartista, e la disciplina tattica era un optional.

La stagione successiva non inizia meglio e a gennaio se ne va a Madrid, sponda Atletico. Niente, non gioca. Torna a Torino e finalmente Capello si accorge di lui: anzi, a inizio stagione dichiara di voler puntare su Olivera, schierandolo sulla fascia destra o su quella sinistra. Lui ripaga il mister di Pieris con 4 gol da 12 punti: contro la Lazio, la Fiorentina, l’Atalanta e il Chievo, ma anche con espulsioni inspiegabili. L’anno dopo si infortuna ben presto e compromette l’intera stagione. Calciopoli, Juve in B, Olivera a Genova, tra i blucerchiati. Novellino lo vede, lui si dimostra alla fine un flop.

Venti presenze, neanche il becco di un gol e ancora intemperanze disciplinari, come una eclatante espulsione in Coppa Italia che gli costa cinque giornate di squalifica. Riprende le valige e torna a Torino, Ranieri lo allena ma lo tiene ai margini, colleziona appena una presenza contro la Reggina prima di tornare in patria, sei mesi a svernare a Peñarol. Dopo un avvio in naftalina arriva il giorno del derby: 11 maggio, Peñarol-Nacional, Olivera contro Fornaroli. Finisce 4-2 per il Peñarol, con il Pollo autore di due gol splendidi e un assist altrettanto delizioso, per Fornaroli un gol sul due a zero. Alla fine farà 5 gol e vincerà il titolo.

Passano pochi mesi e Gasperini si ricorda di lui; bussa alla porta della Juve che apre senza problemi: dopo 6 anni Ruben Olivera non è più un giocatore della Juve, contratto annuale col Grifone con opzione per altri tre anni. Il tecnico del Genoa ha in mente una posizione diversa per lui, punta secca, come Figueroa. E nel precampionato accade quello che non ti aspetti: 11 gol, uno in fila all’altro, tutti di splendida fattura. Ieri l’esordio ufficiale al Marassi, gara del terzo turno di Coppa Italia contro il Mantova: Gasbarroni e Sculli a sostegno dell’unica punta, Olivera.

L’uruguaiano è tonico, a fine primo tempo la Nord ha già esultato due volte, in entrambe le occasioni per il 12esimo e il 13esimo centro estivo del Pollo: lancio di Sculli, stop perfetto, avversario aggirato e cannonata in rete; e ancora, azione corale, Gasbarroni ad Olivera che dal dischetto mette a sedere Handanovic e segna il 2-0. E’ la definitiva rinascita di un 24enne che nei suoi alti e bassi pareva perdersi troppo spesso, ma che con la maglia del Grifone potrà davvero rinascere (per la cronaca, alla fine il Genoa ha vinto 3-1 e incontrerà il Ravenna nel quarto turno).

E proprio a Genova incrocerà il suo destino con quello della sua ex squadra, la Sampdoria, ora arricchitasi del talentino Fornaroli: loro due si sono sfidati a maggio scorso, ma sono compagni in Nazionale (a proposito, Ruben conta anche 22 presenze con la Celeste) e hanno piedi raffinati. Sotto la Lanterna si aspetta dunque il derby, ma prima la Genova rossoblu vuole godersi il suo Pollo, uno che potrà far dimenticare, e in fretta, un certo Marco Borriello.