Fiorentina a Praga: Prandelli predica prudenza

Slavia Praga- Fiorentina

Alla vigilia di Artmedia-Juve, Claudio Ranieri aveva spiegato come i bianconeri non fossero a Bratislava in gita turistica e di come si rendesse necessaria la giusta concentrazione per affrontare l'incontro. Ma nessuno vi aveva badato, nessuno lo aveva preso sul serio. Troppo il divario della Vecchia Signora con gli avversari, troppo netto il 4-0 dell'andata per destare qualsiasi minima preoccupazione anche nel più pessimista o gufo. Erano frasi di circostanza.

Non di circostanza invece, i concetti simili espressi da Cesare Prandelli, alla vigilia di Slavia Praga-Fiorentina, ritorno del Terzo Turno Preliminare di Champions League. Anche in questo caso, si parte da un vantaggio importante, un 2-0 rotondo e confortante che spiana ai Viola la strada verso il tabellone principale della manifestazione.

In questo caso però è lecito predicare attenzione e mantenere alta la concentrazione. Certo, i rischi non sono elevatissimi, la Fiorentina è più forte e lo Slavia è parso troppo rinunciatario all'andata per impensierire. Però la formazione di Praga non è l'Artmedia, è una squadra vera, non trascendentale ma vera e piuttosto avvezza a giocare sfide di questa portata. Qualche rischio, minimo, esiste.

L'assenza di Adrian Mutu per infortunio, costringe ad uno sforzo supplementare il resto della squadra, che dovrà contare una volta di più sul collettivo, senza sperare nella magia del singolo. Ma, e questo è fuori iscussione, se la Fiorentina gioca da Fiorentina, i tifosi toscani possono stare tranquilli.

Difficilmente i viola abbasseranno la guardia. Troppa la voglia di mettersi in luce sul più grande palcoscenico europeo. Chiaro il concetto espresso da Mister Prandelli:

"Non dobbiamo abbassare la guardia. Dovremo andare in campo con la voglia che ha caratterizzato la gara con il PSV dello scorso anno. Vogliamo passare il turno, magari vincendo la partita".

Intanto, per quanto riguarda la formazione, il posto di Mutu, dovrebbe essere preso dal giovane italo-argentino Osvaldo, dato in grande spolvero. Ancora qualche ora di pazienza, e il popolo viola saprà se la rincorsa alla Champions League, iniziata qualche anno fa, potrà dirsi finita.

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