Zeman su Juve e Conte dà prova di diplomazia

Zeman interrogato su Conte e Juventus non alza i soliti polveroni e mostra la sua parte non provocatoria.

A smentire la nota regola del giornalismo secondo cui a fare notizia è l’uomo che morde il cane e non viceversa, ecco un caso in cui accade il contrario. Ci rendiamo infatti conto che le dichiarazioni che vi proponiamo, in bocca a altri allenatori sarebbe il normale standard dettato dall’educazione e dal bon ton.

Per Zeman invece, solitamente questo aspetto non esiste e se ha qualcosa da dire, senza peli sulla lingua lo spara via senza timore. Questa volta ciò che dice sui due argomenti ormai tormentone anche per lui, Juventus e Conte, sono invece dichiarazioni senza accuse, ma molto rispettose del sistema e degli avversari. La notizia, conoscendo il tipo, è proprio che se queste cose le dice, anche se come fanno sempre tutti gli altri, dette da lui si sa che son veramente sentite. Difficile pensare che le dirigenze giallorosse siano infatti riuscite a frenare la schiettezza del boemo dell’oggi al domani.

La prima domanda scottante che arriva per Zeman riguarda la recente decisione di sconto della squalifica per Antonio Conte. Note le recenti polemiche che hanno anche alimentato le tensioni nel prepartita con la Juventus (soprattutto dando motivazioni di rivalsa ai bianconeri), ci si aspettava perlomeno una frecciata. E invece Zeman ha mostrato nuovamente il suo rispetto e la sua fiducia nel sistema giudiziario della Figc e ha commentato: “Se il tribunale ha dato lo sconto questo vuol dire che le motivazioni c’erano”. Sentendosi di continuare con un “non ho un parere, non ho letto le motivazioni” probabilmente quasi a scusarsi con il giornalista allibito e deluso per il suo mancato tapin su un assist così succulento.

E anche a seguito del Ko contro la Juventus, non c’è traccia di rammarico o scusanti. Zeman ha infatti candidamente ammesso in merito le loro colpe con la sua solita filosofia di vita che piace a tutti (quando non si è colpiti direttamente ovvio), dicendo: “Quando si perde e si perde male è normale che ci siano giorni non felici dopo ma penso che in tutti noi c’è la voglia di aggiustare, di migliorare”. Sembrano quindi placate polemiche e risentimenti, proprio a seguito di un fallimento come quello con i diretti avversari. In questo Zeman dimostra superiorità, rispetto a altri allenatori che magari fanno i diplomatici sempre e sbottano quando la sconfitta è più cocente.

E grazie a Zeman di aver creato questa eccezione in cui finalmente la notizia è la pacatezza di queste dichiarazioni.

Foto | © TM News

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