Road to Germany 2006: Serbia Montenegro


La Serbia Montenegro di Ilija Petkovic si presenta ai mondiali di Germania imbattuta: sei vittorie, quattro pareggi e nessuna sconfitta nel girone di qualificazione, due punti in più della favorita Spagna. Squadra dunque solida e che merita grande rispetto. Il sorteggio del girone non è stato favorevole, ma in qualche modo si sapeva, visto che non potevano godere dei privilegi delle altre squadre europee, la Serbia infatti compariva come squadra senza continente, questo per evitare che in un girone ci fossero tre squadre europee.

Gli slavi partecipano per la prima e forse anche per l'ultima volta ad un mondiale col nome di Serbia Montenegro. Infatti fino al 1990 partecipavano come Yugoslavia, nel 1994 furono esclusi per i noti motivi politici. La partecipazione del 1998 in Francia fu sotto il nome di Federazione Yugoslava, furono eliminati agli ottavi. Fallirono invece l'accesso nel 2002.

Sono stati gli anni sessanta il periodo di maggior splendore per questa nazione calcisticamente parlando, ottennero infatti un quarto posto ai mondiali del 1962 e due secondi posti agli europei del 1960 e del 1968, perdendo in quest'ultima occasione proprio contro gli azzurri la finale. Tutto questo, lo ricordiamo, con il nome di Yugoslavia.

A difesa della porta ci sono Dragoslav Jevric (Ankaraspor), Oliver Kovacevic (Zeleznik) e Vladan Stojkovic (Nantes).

Il titolare indiscusso è Jevric, portiere molto sicuro tra i pali e con un ottimo controllo di tutta l'area di rigore. Grazie alla consolidata intesa con il resto del reparto difensivo è riuscito nel girone di qualificazione a tenere inviolata la propria porta per ben sette partite, nessuno ha fatto meglio di lui in Europa. Un po' a sorpresa la convocazione di Stojkovic, il giovane portiere deve ringraziare soprattutto il suo allenatore nella Stella Rossa, il nostro Walter Zenga. Si dice un gran bene di lui, sicuramente rappresenta il futuro della nazionale serba. Si unirà al gruppo solo dopo gli europei under 21, ai quali sta partecipando da capitano. E' stato acquistato dal Nantes.

Davanti a Jevric ci saranno Nemanja Vidic (Manchester United), Mladen Krstajic (Schalke 04), Goran Gavrancic (Dynamo Kiev), Milan Dudic (Stella Rossa Belgrado), Ivica Dragutinovic (Siviglia), Dusan Basta (Stella Rossa Belgrado) e Nenad Djordjevic (Partizan Belgrado).

Krstajic è il leader di quella difesa che nelle qualificazioni ha subito un solo gol, dai piedi di Raul, con buona probabilità sarà anche il capitano. Gli altri tre protagonisti di questa linea impenetrabile chiamati i "magnifici quattro" sono sulla sinistra Dragutinovic, sulla destra Gavrancic e al centro in compagnia del capitano Vidic. Una curiosità su quest'ultimo, ha praticamente un piede con una malfarmazione genetica, due dita infatti sono unite tra loro. Per Basta vale lo stesso discorso fatto per Stojkovic, anche lui è impegnato con la nazionale under 21. Questo reparto è certamente il punto di forza di tutta la squadra.

A guardia di quella difesa di marmo ci deve essere sicuramente un ottimo centrocampo, ne faranno parte Igor Duljaj (Shakhtar Donetsk), Albert Nadj (Partizan Belgrado), Ivan Ergic (Basilea), Dejan Stankovic (Inter), Predrag Djordjevic (Olympiakos), Zvonimir Vukic (Partizan Belgrado), Ognjen Koroman (Portsmouth), Danijel Ljuboja (Stoccarda) e Sasa Ilic (Galatasaray).

In questo reparto tutti sono importanti. Certo le speranze dei tifosi sono tutte rivolte alle prestazioni di Stankovic, il giocatore nerazzurro nella sua nazionale gioca centrale, posizione che predilige. Se dovessi scegliere due nomi da tenere d'occhio direi certamente Ergic e Koroman. Il giocatore del Basilea ha disputato un'ottima stagione ed è stato convocato per i mondiali pur non avendo mai esordito in nazionale. Il tornante destro del Portsmouth con la sua velocità potrebbe essere importante come uomo assist. Infine un elogio va fatto anche a Duljaj, il mediano difensivo è a tutti gli effetti uno dei membri onorari del club dei "magnifici quattro", è anche grazie ai suoi polmoni se la Serbia può subire così poco gli avversari.

In attacco, infine, troviamo Savo Milosevic (Osasuna), Mateja Kezman (Atletico Madrid), Nikola Zigic (Stella Rossa Belgrado) e Mirko Vucinic (Lecce).

Milosevic e Kezman saranno i due cannonieri, quest'ultimo è stato l'autore di gol davvero importanti per la qualificazione, tra i quali quello del pareggio contro la Spagna. D'altra parte Milosevic, se contiamo anche le presenze con la maglia degli Yugoslavia, è il giocatore con più presenze in assoluto. Ricordiamo che fu anche capocannoniere dell'europeo 2000 insieme a Kluivert. Ma importanti saranno anche le chances che avrà a disposizione Zigic, un gigante di 202 centimetri, ovviamente più che abile nel gioco aereo, un vero ariete di 90 chilogrammi. Di Vucinic sappiamo tutto, la sua ultima stagione non è stata granchè, ma la maglia della nazionale può rigenerare chiunque. Lui è il terzo che raggiungerà il gruppo dopo gli europei under 21.

Il girone C (con Argentina, Costa d'Avorio e Olanda) non farà sconti a nessuno, non si possono azzardare previsioni. La difesa è una certezza per i serbi, l'attacco invece soffre un po' di più. L'atmosfera nell'ambiente è positiva, anche se le ultime vicende politiche, che hanno visto il Montenegro guadagnare l'autonomia nei confronti della Serbia, potrebbero turbare un po' i giocatori. Il tecnico ha proibito a tutti di parlare di questi fatti e gli atleti sembrano aver gradito. Vucinic, montenegrino, ha detto che sarà comunque orgoglioso di vestire questa maglia. Lo stesso vale anche per gli altri. Riuscirà la Serbia Montenegro a restare unita e a superare gli ottavi che li videro sconfitti nell'ultimo mondiale disputato?

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