Road to Germany 2006: Messico


Ed ecco il Messico, la squadra allenata da Ricardo Antonio La Volpe è già sbarcata in Europa con i suoi 23 uomini. Ieri hanno disputato un'amichevole con la Francia, sono stati sconfitti per 1 a 0. Fra tre giorni, giovedì, ad attenderli ci sarà l'Olanda di Van Basten. Tra gli esclusi eccellenti citiamo soprattutto Lozano, centrocampista molto più bravo ad offendere che a difendere, ben undici le sue marcature nel girone di qualificazione. Il tecnico ha parlato di esclusioni necessarie, ma tutti coloro i quali non sono stati scelti nell'ultima selezione, quella definitiva, sono stati invitati a seguire comunque il gruppo in Germania. Uno dei punti di forza di questa sqaudra è proprio la grande coesione di tutto l'ambiente.

I messicani sono giunti al mondiale dopo aver collezionato 22 punti nel girone della CONCACAF, sette vittorie, un pareggio, due sconfitte. Hanno terminato a pari punti con l'USA, ma hanno dovuto cederle il primato a causa della peggior differenza reti.

Questa squadra ha ottenuto i suoi migliori risultati nel massimo torneo per nazioni nelle due edizioni casalinghe, quella del 1970 e quella del 1986, in tutte e due le occasioni furono sconfitti ai quarti di finale. Gli italiani ricorderanno bene la partita del 1970 in cui proprio gli azzurri eliminarono la squadra di casa battendola per 4 a 1.

I tre portieri convocati sono Oswaldo Sanchez (Guadalajara), Jesus Corona (Uag) e Guillermo Ochoa (America).

Finalmente sembra venuto il turno di Sanchez. Dopo aver fatto tanta panchina alle spalle di Campos pensava che il 2002 sarebbe stato il suo anno. Ma il cambio di allenatore favorì l'allora secondo portiere Perez. Ora il portiere a 31 anni sembra poter realizzare il suo sogno. Per gli altri due giovanissimi soltanto un'esperienza importante per il futuro, soprattutto per il giovane Ochoa gli addetti ai lavori preannunciano un futuro radioso.

In difesa troviamo Carlos Salcido (Guadalajara), Ricardo Osorio (Cruz Azul), Francisco Rodriguez (Guadalajara), Rafael Marquez (Barcellona), Gonzalo Pineda (Guadalajara), José Antonio Castro (America), Mario Mendez (Monterrey), Claudio Suarez (Chivas USA) e Andres Guardado (Atlas).

Questo reparto brilla soprattutto della luce di Marquez, il prestante difensore del Barça sarà anche il capitano di questa squadra. Da sottolineare la presenza del trentasettenne Claudio Suarez, al suo terzo mondiale, per lui ben 176 partite con la maglia verde. Il giocatore può prendersi una rivincità contro la cattiva sorte dopo l'assenza per infortunio nel 2002. Un altro giocatore molto interessante è Salcido, lo ricordiamo soprattutto per lo slalom di 60 metri al 100' minuto che gli valse un gol in semifinale di Confederations Cup del 2005 contro l'Argentina, i messicani persero poi ai rigori. Reclama una maglia da titolare anche il giovanissimo Guardado, giocatore molto duttile che può essere utile tanto in difesa quanto a centrocampo.

Cercheranno un posto sulla linea mediana del campo Pavel Pardo (America), Antonio Naelson “Sinha” (Toluca), Ramon Morales (Guadalajara), Luis Perez (Monterrey), Rafael Garcia (Atlas) e Gerardo Torrado (Cruz Azul).

Servirà tutta l'esperienza di Pardo per far funzionare l'impianto tattico del Messico, il trentenne che aveva perso qualche tempo fa la maglia della nazionale, non disputò nemmeno i mondiali del 2002, con l'arrivo di La Volpe è tornato ad essere uno degli insostituibili. Un giocatore sul quale sono riposte molte delle speranze dei tifosi è Perez, molto abile nei calci piazzati, possiede un'ottima capacità di realizzazione, da bambino il suo idolo era Alessandro Del Piero. Un'altra pedina fondamentale è infine Morales, considerato in patria uno dei più forti centrocampisti. Al contrario di Pardo in estremo oriente quattro anni fa lui c'era, disputo tutte e quattro le partite.

E poi ci sono gli attaccanti. I prescelti sono Guillermo Franco (Villarreal), Jesus Arellano (Monterrey), Jared Borgetti (Bolton Wanderers), Omar Bravo (Guadalajara) e Francisco Fonseca (Cruz Azul).

Senza Blanco sarà Borgetti l'uomo che si incaricherà di buttare la palla in rete. Vera stella nelle americhe, con numeri da paura nella sua carriera, si trova invece ad essere un po' bersagliato dalla stampa britannica per le sue prestazioni con la maglia del Bolton. Il giocatore infatti gioca poco e segna anche meno. Sarà l'aria umida della campagna inglese? Non possiamo saperlo, sicuro è che la maglia della nazionale deve risvegliare il suo istinto da predatore. Se non dovesse farcela lui ci pensera comunque Fonseca, giocatore popolarissimo, secondo solo a Campos come personaggio pubblico. Dieci reti per lui in undici partite di qualificazione al mondiale, due in quattro incontri di Confederations Cup del 2005: questi sono sicuramente numeri rassicuranti. Infine c'è il vecchio Arellano, presente anche nelle due passate edizioni, potrebbe rivelarsi importante in situazioni difficili grazie alla sua velocità e alla dirompente forza fisica.

I messicani sono stati inseriti come testa di serie nel girone D insieme a Iran, Angola e Portogallo. Questo gruppo è tutto fuorchè terrificante, gli asiatici e gli africani non sembrano poter intimorire più di tanto la squadra di La Volpe, i portoghesi non è detto che siano superiori. Il passaggio del turno dunque dovrebbe essere scontato, ma se le cose dovessero andare per il verso giusto eguagliare le loro migliori prestazioni di sempre non sarà certo impossibile. I tifosi sembrano crederci davvero moltissimo e non faranno mancare il loro tradizionale attaccamento alla squadra. E' finalmente giunta l'ora di confermare quanto di buono i messicani hanno saputo mostrare in questi ultimi due anni.

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