Verratti con umiltà in un momento magico

Il gioiellino partito quest’estate verso il Paris Saint Germain mostra una mentalità matura e umile. E dall’Italia lo rimpiangiamo ancora di più.

Il calcio non è fatto solo di gioco, ma come si sa è un grande spettacolo e per questo i giocatori diventano dei beniamini soprattutto per il personaggio che rappresentano. Quelli più spinosi come Mourinho e Balotelli ad esempio, sembrano non badare troppo a questo aspetto, anzi, spesso si rendono antipatici e quando i risultati non arrivano poi si paga dazio.

Uno come Verratti, invece, che in questo momento avrebbe anche ragione di elogiarsi un po’, mostra tutta la sua qualità anche nei rapporti con gli allenatori e con la stampa. Non sono parole banali le sue e per questo si capisce che sono sentite. Le sue dichiarazioni non possono che farlo apprezzare di più. In occasione del ritiro con la Nazionale mostra gratitudine e maturità. Un vero esempio per i giovani italiani.

Da quest’anno il diciannovenne centrocampista Verratti è stato praticamente catapultato sotto i riflettori. Complice la maxi operazione che lo ha visto partire per Parigi alla corte di Ancelotti. Come spesso accade, infatti, in Italia ci si accorge dell’entità delle risorse che abbiamo una volta perse. Recentemente poi, lo stesso Prandelli lo aveva usato come esempio per dire la sua sui club italiani, così incauti nel lasciar partire i gioiellini nostrani o nel dare fiducia più a calciatori esteri che ai potenziali campioni che si hanno in casa. Nel caso di Verratti poi, sentire cosa pensa del suo percorso e della sua carriera non può che farcelo rimpiangere.

Il tutto parte dall’ipotesi del suo ruolo in Nazionale: “Io trequartista? Ho sempre detto che pur di giocare con l’Italia lo farei anche in porta. Cercherò in questi giorni di rispettare le consegne del mister e proverò a dargli delle risposte con gli allenamenti”. Continuando poi con un parallelo con la sua favola nel Paris Saint Germain: “Tengo molto a voler ripagare la fiducia che hanno nei miei confronti sia Ancelotti che Prandelli. Non mi sento importante, ma fortunato a far parte, a 19 anni, della mia Nazionale, una cosa che so che non capita a tutti. È una grande soddisfazione piacere ai francesi. Quando cantano il mio nome mi fa piacere, ma so che devo continuare così, nel calcio la cosa più importante è confermarsi. Ancelotti? Per me è come un padre visto quanti consigli mi dà. È un tecnico che ti aiuta molto e lo ringrazierò a vita per la possibilità che mi sta concedendo”.

Solo ieri Prandelli ammetteva a malincuore quanto fosse rimasto deluso da Balotelli. E le parole e il pensiero di Verratti invece, è proprio ciò che il tecnico della Nazionale vorrebbe dai suoi giovani. Fuori dal campo ha già quindi dato dimostrazione di essere grande. E sicuramente questo tipo di mentalità sul campo darà i suoi frutti anche in Nazionale, così come sta accadendo nella troppo lontana Parigi.

Foto | © TM News

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