Pallotta spinge in alto la Roma: "Nuovo stadio e scudetto entro il 2016"

Il 27 agosto scorso James Pallotta è diventato il nuovo presidente della Roma, prendendo il posto del suo connazionale e socio in affari Thomas di Benedetto, e in questi ultimi giorni è stato in Italia per l'approvazione del bilancio della società capitolina. In occasione della visita al nostro paese il nuovo numero uno giallorosso ha rilasciato la sua prima intervista "italiana", lo ha fatto il Il Sole 24 Ore, con la quale ha tracciato quelli che sono i piani per i prossimi anni della società capitolina. Dalle sue parole emerge ottimismo e tanta voglia di far bene, zucchero per le orecchie dei tifosi che, a volersi fidare, sono autorizzati a sognare in grande.

Gli americani non sono venuti per un ivestimento mordi e fuggi, credono nella Roma e nel calcio italiano e sono intenzionati a restare a lungo sulle sponde del Tevere per contribuire ai successi della squadra della capitale. In cima alla "to do list" c'è il progetto stadio che a quanto pare è già in una fase abbastanza avanzata e che secondo le intenzioni di Pallotta dovrà essere pronto al più tardi entro il 2016. L'investimento sarà cospicuo, potrebbe anche superare i 200 milioni di euro, e per la sua realizzazione sono stati coinvolti professionisti del calibro di Dan Meis, per intenderci stiamo parlando dell'architetto che ha disegnato e realizzato lo Staples Center di Los Angeles, la casa dei Lakers e dei Clipper.

Pallotta spiega quali passi sono già stati compiuti e quali sono invece i prossimi sviluppi:

Io avrei usato il Colosseo per il nuovo stadio di Roma, ma mi hanno detto che era occupato. Scherzi a parte, siamo quasi pronti: abbiamo già avuto numerosi incontri con il Sindaco di Roma e con gli uffici tecnici del Comune: abbiamo esaminato 100 siti, ne abbiamo selezionati 12 e infine con l'advisor Cushman & Wakefield siamo arrivati a una short list di 3 aree. Ora siamo alla scelta finale: lo stadio, che avrà 60mila posti, negozi e ristoranti, è stato progettato da un architetto di fama mondiale come Dan Meis e dovrà essere pronto per i campionati europei del 2016. A seconda della scelta l'investimento potrebbe anche superare i 200 milioni di euro. Vi sembrano programmi da azionista di passaggio?

Il presidente della Roma crede profondamente nelle potenzialità del calcio italiano e della società che guida e spera che presto i successi ottenuti da lui e dai suoi soci possano invogliare altri impreditori stranieri a investire nel nostro paese. C'è da sciogliere il nodo della quotazione in borsa, quando Pallotta acquisì la squadra di Nba dei Boston Celtics la sua prima mossa fu quella del delisting da Wall Street, non è detto che questo non avverrà anche per i giallorossi, anche se al momento le priorità sono altre, abbiamo detto dello stadio ma nella sua mente ci sono anche i trionfi sportivi:

Quando si fanno certi investimenti il rendimento potenziale è fondamentale: nello sport non esiste come in Borsa l'investimento mordi e fuggi. Se vuoi guadagnare devi costruire e puntare sui risultati di lungo periodo: e anche per questo dico che le squadre sportive non andrebbero mai quotate. Una seduta in Borsa, come una singola partita, non esprime il valore di una squadra: non è un caso se nove anni fa, dopo l'acquisto della squadra di basket dei Boston Celtics, abbiamo deciso di delistarla da Wall Street. Delisting da Piazza Affari? È prematuro parlarne. Abbiamo progetti più importanti e urgenti come stadio e scudetto: quello che posso dire per ora è che sono contrario alle squadre quotate. Vogliamo far capire a tutti che questo è il principio di una nuova storia per la Roma e per il calcio italiano. È chiaro che una nostra esperienza di successo in Italia può fare da traino ad altre operazioni del genere dagli Stati Uniti.

A tanto entusiasmo non corrisponde però un bilancio da invitare all'ottimismo, la Roma americana ha perdite superiori a quella che fu di Sensi, nel frattempo sono diminuiti i ricavi, meno 19% nell'ultimo anno. Pallotta non è evidente soddisfatto di questi risultati, anche se in parte erano stati messi in conto, ma mostra ottimismo per il futuro:

I risultati non ci sono piaciuti ma sono stati comunque migliori delle nostre previsioni. Quest'anno faremo di più sia sui risparmi che sui ricavi: le vendite di biglietti sono salite in valore del 50% e nuove risorse arriveranno dalle sponsorizzazioni internazionali, come quelle con Disney e con Volkswagen. Sul merchandising le cose potrebbero andare anche meglio se ci fosse una lotta più incisiva alla contraffazione, un fenomeno che in altri Paesi è quasi inesistente: non riguarda solo noi ma tutte le squadre.

Oggi il tifoso romanista è più preoccupato dei rapporti tra Zeman e Daniele De Rossi, dei risultati che ancora non convincono, di questo promesso gioco spumeggiante che non arriva. Le parole di Pallotta possono contribuire a seminare un po' di ottimismo, esercizio che potrebbe restare tale in assenza di fatti, ma comunque piacevole in questa settimana senza campionato.

Foto | © Getty Images

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