Razzismo: un turno a porte chiuse per l’Ucraina

Non c’è pace per l’Ucraina: dopo la sanzione nei confronti della Dinamo Kiev, l’Uefa condanna per razzismo anche la federazione dello stesso Paese per quanto accaduto durante la partita contro la Spagna giocata lo scorso 12 ottobre e valida per le qualificazioni ad Euro 2016. La sanzione è giustificata dai cori e dagli striscioni razzisti apparsi durante la gara contro le ‘Furie Rosse’: si tratta di una squalifica che si aggiunge ad una precedente già pendente.

In Ucraina, insomma, c’è un grosso problema razzismo, che però non sembra che le autorità locali siano disposte a combattere, o quantomeno non con i metodi giusti. La proposta del governo, infatti, dopo quanto accaduto durante Dinamo Kiev-Chelsea, quando un gruppo di tifosi inglesi di colore furono aggrediti, è stata quella di realizzare curve o settori per soli supporters neri. Il club di Kiev è stato sanzionato con tre turni a porte chiuse, mentre ora alla nazionale di Fomenko è stata inflitta una sanzione identica, anche se per solo un turno.

Dopo essersi qualificati agli Europei in seguito agli spareggi, gli ucraini sono costretti a fare i conti con una sanzione che sarà scontata nelle qualificazioni ai Mondiali di Russia 2018. La prima partita in casa, dunque, sarà giocata senza tifosi, in esecuzione della sentenza emessa oggi e che tiene conto anche del precedente risalente al 2013, quando durante una gara della nazionale ucraina i tifosi si resero protagonisti sempre di episodi razzisti.

Ucraina-Spagna

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