Il dilemma di Campagnaro: dovrà marcare Cavani, quale trattamento?

Qualificazioni Mondiali, domani l’Argentina sfiderà l’Uruguay: a Campagnaro sarà affidata la marcatura di un giocatore che conosce molto bene, Edinson Cavani. Quale trattamento riserverà il difensore argentino al fuoriclasse uruguaiano? E se uno facesse male all’altro?

Domani a Buenos Aires l’Argentina ospiterà l’Uruguay per la nona giornata del gruppo Conembol: sette partite giocate entrambe le Nazionali, l’Albiceleste guida il gruppo con 14 punto, la Celeste invece è a quota 12 e sogna il sorpasso. Tra le fila argentine ci sarà Hugo Campagnaro, di cui abbiamo parlato solo pochi giorni fa, un giocatore che a 31 anni ha conquistato la Nazionale del suo Paese e che ora è diventato difensore titolare nella squadra di Sabella; di contro ci sarà Edinson Cavani, pedina imprescindibile per Tabarez nel suo tridente d’attacco con Suarez e Forlan.

Il difensore napoletano conosce benissimo il suo compagno di squadra, anche se in ugual modo sa che in Nazionale gioca in maniera un pochino differente:

“Cavani gioca in un ruolo diverso con l’Uruguay rispetto al Cavani che conosciamo a Napoli. Da noi fa il prima punta, si sa smarcare in area, tira di destro e di sinistro ed è bravo di testa. E ha un vantaggio: non si stanca mai. Ma in Uruguay, avendo Luis Suarez come centravanti, più Forlan, gioca più aperto, quasi come esterno, e credo che così perde un po’ di pericolosità”.

Il problema, piuttosto, è che dopo la sosta per questi impegni validi per la qualificazione alla fase finale dei Mondiali brasiliani del 2014, il Napoli si ritroverà per l’attesissima sfida di Torino contro la Juve. Bisognerà che tutti gli effettivi arrivino in forma all’appuntamento e sia Campagnaro che Cavani a oggi sono due giocatori imprescindibili e fondamentali nello scacchiere tecnico-tattico di Mazzarri. Come si fa dunque a marcare un compagno di squadra così importante in una partita altrettanto importante? Un dilemma bello e buono:

“Quando uno difende i colori della Nazionale, non ha spazio per pensare a certe cose. L’amicizia tra di noi è solo fuori dal campo. Se diventiamo avversari, durante 90’ l’amicizia va dimenticata”.

Nella notte tra sabato e domenica, ora italiana come ovvio, i tifosi partenopei assisteranno col fiato sospeso al delicato match: chi vince vince, basta che nessuno faccia male a nessuno.

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