45 anni fa morì Gigi Meroni, l’anticonformista del Torino

Era soprannominato la ‘Farfalla Granata’ e morì il 15 ottobre 1967, investito dal futuro presidente granata Romero. Stamattina un mazzo di fiori è stato deposto sul monumento eretto in corso Re Umberto.

di antonio

Luigi Meroni (Como, 24 febbraio 1943 – Torino, 15 ottobre 1967) è stato uno dei calciatori italiani più particolari e venerati del ventesimo secolo. Il look beatlesiano, la barba spesso incolta e le sgroppate che lo rendevano imprendibile sulla fascia destra lo hanno accomunato ad un altro ribelle del calcio mondiale, quel George Best nato appena tre anni dopo Meroni. Lo chiamavano in tanti modi: “zingaro”, “ Calimero”, “ hidalgo”, “beat”, “farfalla” e appunto “il quinto dei Beatles”, un soprannome che condivideva con George Best del Manchester United.

Cresciuto calcisticamente nelle formazioni giovanili del Como, Meroni venne ceduto al Genoa. Nel 1964 nonostante il malcontento della tifoseria genoana fu ceduto per 450 milioni di lire al Torino allenato da Nereo Rocco, squadra in ascesa dopo il tragico declino seguito alla Tragedia di Superga. Il pilota dell’aereo che si schiantò contro il terrapieno della Basilica si chiamava Pierluigi Meroni…ma si tratta del capitolo meno beffardo del destino di Meroni calciatore. Diventò subito uno degli idoli della tifoseria granata prima della tragica morte.

La sera del 15 ottobre 1967, infatti, dopo l’incontro contro la Sampdoria dominato dai granata per 4-2, Meroni fu convinto dall’amico Fabrizio Poletti, giocatore nella stessa squadra, ad abbandonare il ritiro post-partita della squadra prima del termine. Dirigendosi verso il bar che di solito frequentava, attraversò avventatamente il corso Re Umberto nei pressi del civico 46: percorse la prima metà della carreggiata, prima di essere colpito in pieno alla gamba sinistra da una Fiat che lo fece sbalzare in aria dall’impatto e cadere a terra dall’altra parte della carreggiata, per poi venire travolto da una Lancia Appia, che ne agganciò il corpo trascinandolo per 50 metri, mentre la Fiat 124 Coupé si fermava a bordo strada.

Meroni morì poche ore dopo, alle 22.40, all’ospedale Mauriziano, dove venne portato da un passante, poiché l’ambulanza rimase imbottigliata nel traffico post-partita. Arrivò al nosocomio con le gambe e il bacino fratturati, e con un grave trauma cranico. La fatalità: la Fiat era guidata da Attilio Romero, un diciannovenne neopatentato, di buona famiglia e figlio di un medico agiato. Romero nel giugno 2000 sarebbe poi divenuto presidente del Torino.

Più di 20.000 persone parteciparono ai suoi funerali, e il lutto scosse la città. Quest’oggi il responsabile tecnico della Scuola Calcio Silvano Benedetti ed il responsabile marketing e comunicazione Alberto Barile hanno deposto questa mattina una corona di fiori della Società in ricordo della “Farfalla granata”, di fronte al monumento sito in Corso Re Umberto, Torino.

Link Utili

http://www.gigimeroni.com/

http://it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Meroni

Foto | @ www.torinofc.it