Andrea Abodi svela B Futura: una piattaforma al fianco dei club per lo sviluppo delle infrastrutture

Andrea Abodi, presidente della Lega Serie B, è un vulcano di idee: a pochi giorni dal lancio della tv tutta dedicata al campionato cadetto, una piattaforma all'avanguardia anche tecnologicamente, è stato presentato anche il progetto B Futura, una piattaforma di sviluppo alla quale potranno accedere le 22 società della seconda serie e che in futuro sarà aperta anche agli altri club professionistici. L'obbiettivo di questa iniziativa è quella provare a risolvere i tanti problemi infrastrutturali, si parla di stadi anche di centri sportivi e strutture per le giovanili, che accomunano un po' tutte le società di calcio italiano. In attesa che la legge sugli stadi esca dal pantano politico-burocratico in cui si è cacciata Abodi vuole portarsi avanti con il lavoro, come dice il nome la B vuole guardare al futuro.

B Futura assisterà tutti quei club che vogliono fare qualcosa per migliorare le loro infrastrutture, si propone di creare un modello comune capace di semplificare l'iter burocratico che spesso è lo scoglio principale da superare. Uno schema comune permetterebbe anche di abbassare i prezzi, l'obbiettivo è quello di portare più gente allo stadio e in futuro Abodi pensa addirittura di escludere quei club che non avranno uno stadio di proprietà. B Futura è stata presentata oggi presso la sede di Fintecna, ex sede Iri, un luogo non casuale, simbolo della ricostruzione italiana e di ricostruzione si deve parlare anche in questo caso perché, come vedremo in futuro, il quadro è davvero drammatico e il confronto con il resto d'Europa impietoso.

La piattaforma si avvarrà di 5 partner, ognuno deputato ad approfondire un'aspetto del progetto: Unioncamere si occuperà di effettuare uno studio economico e socio-demografico dei 22 territori che ospitano le squadre di B, prendendo in considerazione bacino di utenza, ma anche aspetti urbanistici e di viabilità; con l'Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) si provvederà a creare un protocollo d'intesa per offrire certezze su tempi, modi e condizioni dell'iter amministrativo; l'Associazione Nazionale dei Costruttori Edili (Ance) si occuperà di elaborare una progettazione standard delle infrastrutture tenendo condo dell'esigenza di modularità e dei costi, in pratica chi vorrà uno stadio avrà già un progetto base da cui partire con un'idea sui costi abbastanza definita; Finmeccanica si occuperà dei servizi integrati come sicurezza, energia e telecomunicazioni; infine l'Istituto per il Credito Sportivo individuerà gli strumenti di finanziamento e di accesso al credito per la realizzazione dei progetti.

Stiamo parlando quindi di un progetto ad ampissimo respiro che potrebbe diventare presto un modello anche per la Serie A e per le categorie inferiori, anche se a dire il vero oggi in rappresentanza degli altri campionati c'era giusto un esponente della Lega Pro, il consigliere federale Mormando. Un Abodi fiducioso durante la presentazione ha subito messo in chiaro che la piattaforma partirà a prescindere di cosa accadrà alla legge sugli stadi:

Vogliamo essere sistematici, concreti e sistemici. Non siamo qui a presentare una pubblicazione ma un modello di sviluppo infrastrutturale. Lo stadio è la casa del calcio, noi vogliamo dare l'opportunità ai club di agire. B Futura nasce a prescindere dall'approvazione del disegno di legge sugli stadi anche se troverebbe un beneficio nel caso questa venisse licenziata dal Parlamento. Il nostro è un progetto di sviluppo presentato in un luogo simbolo della ricostruzione italiana. Concludo con una frase di di Antoine-Marie-Roger de Saint-Exupéry a cui ci siamo ispirati mentre ragionavamo su B Futura "Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini solo per raccogliere il legno e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito".

Speriamo davvero che l'entusiasmo di Abodi possa portare effettivamente a dei risultati positivi, anche se non si sa per quanto tempo ancora resterà alla presidenza delle Lega B. Il suo essere un manager a tutto tondo, carico di entusiasmo e con una gran voglia di lavorare, non è sfuggito ai piani alti, la Lega Serie A starebbe pensando proprio a lui per il dopo Beretta. Intanto giova sciorinare un po' di numeri per far capire quanto sia disastrosa la situazione del calcio italiano, riguardano la Serie B, ma non è che in A vada meglio: lo scorso anno le partite hanno avuto una media di 6128 spettatori, in Inghilterra e Germania siamo a 18000 (meglio anche della Serie A) e anche Spagna e Francia ci sono avanti; gli stadi hanno avuto un indice di riempimento pari al 33% e hanno in media 57 anni d'età, in Inghilterra 17 e in Germania appena 7.

La capolista Sassuolo gioca a Modena, l'unico stadio di Serie B e dell'Emilia Romagna che può ospitare una partita non amichevole della nazionale, sei stadi vengono utilizzati in deroga, 15 su 22 hanno la copertura soltanto sulla tribuna, 13 su 22 hanno la pista d'atletica e in due è addirittura presente un velodromo! Soltanto 12 impianti lungo la penisola possono ospitare una partita ufficiale della nazionale, domani gli Azzurri sono a San Siro, e 10 regioni su 20 possono solo seguire in televisione la squadra di Prandelli (tra queste, per dire, c'è anche il ricco Veneto), è quanto raccontato da Abete, anch'egli presente oggi a Roma. Si può sintetizzare dicendo che l'Italia da un punto di vista di infrastrutture si trova nel medioevo, inutile prendersela poi con i tifosi se non si riempiono le gradinate. Ben venga l'entusiasmo e la voglia di fare di Abodi, anche se in questo paese spesso anche i migliori propositi sono destinati a infrangersi contro muri di indifferenza e burocrazia, speriamo non sia questo il caso.

Foto | © Getty Images

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