La mafia russa nella sorprendente vittoria dello Zenit dello scorso anno?


La stagione scorsa il calcio russo ha subito un notevole impulso grazie a una serie di contingenze: lo Zenit campione in Uefa a gran sorpresa, finale di Champions in quel di Mosca e nazionale russa esprimente gran bel calcio agli Europei. Dietro questo boom ci sono sicuramente i petrol-rubli dei magnati locali, senza contare che il team di San Pietroburgo stesso è della Gazprom, colosso energetico mondiale. Ma forse i soldi non servono solo a trattenere Arshavin o ad acquistare Tymoshuck: secondo la stampa iberica dai 40 ai 50 milioni di euro sarebbero stati spesi anche per compare intere squadre.

Ci sono ombre infatti sulla scorsa Coppa Uefa, grazie a delle ambigue intercettazioni telefoniche che imputerebbero l'organizzazione criminale Tambobskaya e due dei suoi esponenti principale come Guenadis Petrov e il suo vice Kristoforov, pizzicati da intercettazioni telefoniche mentre parlavano del 4-0 inflitto al Bayern prima che questo accadesse. Secondo El Pais, ma anche ABC, nel mirino delle indagini ci sarebbe anche la partita contro i Rangers, la finalissima di Manchester vinta dagli uomini di Advocaat per 2-0. Queste le parole dell'allenatore olandese, intervistato sulla questione:

"Davvero voi credete che certi club di cotanto prestigio possono scambiare trofei in cambio di denaro? Questi sono club a cui importa il prestigio e la vittoria, non certo i soldi. Aggiungo poi che lo Zenit non farebbe mai una cosa del genere, in grado da mettere a serio rischio la reputazione di tutta una classe di serissimi uomini d'affari come quelli del gruppo Gazprom"

Ovviamente, come c'era d'aspettarsi, anche in Baviera si dichiarano all'oscuro di tutto. "Il Bayern non è al corrente di questi sospetti, così come la procura di Monaco. Cercheremo di raccogliere informazioni" ha sottolineato il club tedesco su una nota apparsa sul proprio sito. A queste parole ufficiali fa l'eco Miroslav Klose, che interpellato ha categoricamente affermato di non aver ricevuto un euro per aggiustare quella partita. Chissà se tutta questa storia sia una bolla di sapone o serbi un fondo di verità, intanto la Uefa sta raccogliendo informazioni per capire se sia necessario o meno aprire una inchiesta.

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