26/a giornata. Il nuovo Parma formato trasferta passa anche a Treviso.

Quando non si sa più cosa dire davanti a evidenti sviste arbitrali, in genere si parte con il ritornello “Durante la stagione torti e favori si compensano”. Non è affatto così, è risaputo, ma è certo che il Parma a Treviso ha riscosso parte del credito nei confronti di arbitri e fortuna accumulato fin qui;

di mattia

Quando non si sa più cosa dire davanti a evidenti sviste arbitrali, in genere si parte con il ritornello “Durante la stagione torti e favori si compensano”. Non è affatto così, è risaputo, ma è certo che il Parma a Treviso ha riscosso parte del credito nei confronti di arbitri e fortuna accumulato fin qui; l’unica cosa dimostrata dall’arbitraggio di Romeo è che la qualità della classe arbitrale italiana sta lentamente ma inesorabilmente colando a picco, e che in Serie A esiste una società tutelata meno del Parma. Il Treviso appunto.

Poco da dire sulla partita che ha offerto calcio di scarsissima qualità e che il Parma ha fatto sua sfruttando cinicamente l’unica occasione avuta con Fabio Simplicio (peraltro in fuorigioco), ma soffrendo oltre il lecito un Treviso alla deriva, contestato dai propri tifosi che chiedevano la testa (ottenuta) di Cavasin, sostituito due giorni fa dal tecnico della Primavera Bortoluzzi. I veneti erano addirittura pervenuti a un meritato pareggio con Reginaldo, ma l’arbitro ha annullato per un fallo su Paolo Cannavaro del tutto inesistente.

Fa pensare, tuttavia, l’ennesima vittoria del Parma ottenuta senza Domenico Morfeo. Con il fuoriclasse abruzzese ai box per un problema fisico, Beretta ha azzardato in triplo trequartista dietro Corradi, avanzando la posizione di Simplicio (nella foto dopo il gol), che ha ripagato la fiducia del tecnico con il gol decisivo. Confortante la prova di Bresciano, che sembra stia recuperando smalto, mentre Marchionni ancorato a destra a mostrato di soffrire la rigidità del 4-2-3-1. Di certo, quello di Morfeo potrebbe iniziare a diventare un problema: se in giornata di grazia sa vincere le gare da solo, in altri momenti è un uomo in meno, inutile accentratore e rallentatore di un gioco già lento di suo. Visti i guai fisici potrebbe diventare l’arma dell’ultima mezzora piuttosto che la scommessa dall’esito incerto del fischio d’inizio.

La difesa per una volta non ha subito gol, più per merito di un paio di ottimi interventi di Luca Bucci che per un’effettiva tenuta dei difensori, tra cui ha ben figurato Fernando Couto che (meglio tardi che mai!) sembra aver trovato uno stato di forma decente e si è ben integrato con Paolo Cannavaro, riportato al centro per l’assenza di Cardone. Già da sabato con la Fiorentina, le parti dovrebbero invertirsi, complice la squalifica del difensore napoletano dopo il giallo del Tenni.

Per la sfida di sabato sera, Beretta dovrebbe recuperare gran parte della rosa: a parte i lungodegenti Delvecchio e Savi, sono tornati a disposizione Pasquale e Ferronetti, mentre Coly e Pisanu ne avranno ancora per qualche settimana. E’ finita inoltre l’avventura della Primavera al Torneo di Viareggio, nonostante le due vittorie ottenute: fatale ai ragazzi di Carmignani la sconfitta con il Milan; resta tuttavia l’ottima impressione destata da una squadra composta principalmente da ’88 (e ’89!) che si è confrontata con atleti di due anni più vecchi. Questo significa per Beretta riavere a disposizione Mattiuzzo, Bernardini, Tagliafierro, Mandorlini, Paponi e Pambianchi, rientrante dopo un brutto infortunio.