Uefa: Fuori dalle competizioni europee i club indebitati

Non è vero che il calcio italiano è in crisi. O meglio, non è vero che solo il calcio italiano è in crisi. Non è nemmeno vero che la Serie A non affascina più i campionissimi stranieri come un tempo, perchè questi ultimi sono attratti da campionati più ricchi. In realtà sono attratti da società

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Non è vero che il calcio italiano è in crisi. O meglio, non è vero che solo il calcio italiano è in crisi. Non è nemmeno vero che la Serie A non affascina più i campionissimi stranieri come un tempo, perchè questi ultimi sono attratti da campionati più ricchi. In realtà sono attratti da società piene di debiti, ma più brave delle nostre a tenerli nascosti.

La Premiership ad esempio, è nella bufera in quanto l’attuale crisi finanziaria sembra aver particolarmente colpito l’Inghilterra, almeno per quanto riguarda il mondo del calcio. Emblematico il caso del West Ham di Gianfranco Zola, di proprietà di una banca nazionalizzata dopo la crisi.

Lord Triesman, presidente della federazione inglese, ha dichiarato:

“Il calcio inglese ha debiti per 3 miliardi di sterline (3,8 miliardi di euro), per due terzi sono debiti della Premier League”.

Ma quello delle società indebitate è un problema noto e diffuso, al punto che il segretario Uefa, Taylor, avverte:

“In futuro cercheremo di escludere dalle Coppe i club più indebitati. L’esclusione dalle coppe rappresenta ‘l’ultima sanzione’ per le società piu’ indebitate. Sarebbero previste forme di comunicazioni, sotto forma di avvertimenti, prima di passare all’ultima sanzione”.

In Italia difficile capire chi potrebbe salvarsi da questa eventuale esclusione. Le grandi sono tutte indebitate, con la differenza che chi è guidata da un magnate (vedi Moratti, piuttosto che Berlusconi) si sono sempre tirate fuori grazie ad interventi (più o meno leciti) dei proprietari. Altre, con Juventus e Roma in testa, ad oggi, probabilmente non avrebbero i requisiti richiesti dalla Uefa per partecipare alle Coppe.

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