Juventus: inchiesta sul business dei bagarini

La Juventus sulle prime pagine di diversi quotidiani di oggi per il bagarinaggio e presunti regali a personaggi di dubbia provenienza. L’inchiesta del pm torinese Paolo Toso avrebbe portato alla luce un sistema illegale per la rivendita dei ticket per l’ingresso allo Juventus Stadium. Testimone chiave della vicenda, secondo ‘La Stampa’ di oggi è Patrizia Fiorillo, moglie di Andrea Puntorno, leader dei “Bravi Ragazzi” arrestato nel 2014 per droga e armi. Il numero uno del gruppo organizzato bianconero, avrebbe portato avanti un sistema di rivendita dei biglietti ceduti dal club bianconero, che riceverebbe la propria parte solo dopo le gare. La Fiorillo, interrogata nel 2015 dagli inquirenti torinesi, avrebbe anche subito minacce da parte degli ex soci del marito, che secondo le indagini sarebbero riconducibili ad una cosca della ‘ndrangheta calabrese.

“Andrea - racconta la moglie Patrizia - prima del campionato gestisce una campagna abbonamenti. Gli danno i moduli da sottoscrivere e vogliono una certa cifra. Lui organizza una distribuzione di abbonamenti, facendoli sottoscrivere e facendoseli pagare con un sovrapprezzo. Li lascia per la maggior parte a chi ha sottoscritto, in più gestisce un pacchetto di abbonamenti che paga lui alla Juve. Compila i dati prendendoli da fotocopie di documenti e poi li usa di partita in partita per fare entrare persone a pagamento”.

Juventus bagarini ndrangheta

Il nome di Puntorno - continua La Stampa - sarebbe venuto fuori anche durante l’indagine dell’antimafia nei confronti della famiglia Dominello, che sarebbe legata alla cosca Pesce-Bellocco di Rosarno. Il pm Paolo Toso e la collega Monica Abbatecola, avrebbero trovato risultanze anche nel 2013, quando una persona vicina alla famiglia Dominello avrebbe proposto l’apertura di un nuovo gruppo ultrà, “I Gobbi” e si sarebbe preoccupato di non entrare in conflitto con i “Bravi Ragazzi” di Puntorno. L’obiettivo è chiaramente quello di entrare nel business del bagarinaggio.

“A me portano una parte di questi guadagni - continua la signora Fiorillo nell’interrogatorio - , anche se in questo periodo le somme sono davvero esigue: circa 200 euro alla volta, invece di regola potevano arrivare a casa nostra 4, 5 mila euro a partita”.

Tra le risultanze delle indagini anche un provino che il figlio di un esponente della ‘ndrangheta calabrese avrebbe dovuto fare con la Vecchia Signora. Che intanto, per bocca dell’avvocato Luigi Chiappero si dice assolutamente tranquilla:

“Dalla Juventus escono solo biglietti a pagamento nel rispetto delle procedure di vendita, e i funzionari addetti a queste incombenze sono persone di specchiata professionalità”.

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