Caso Biglietti: chiesti 30 mesi di inibizione per Agnelli

Caso biglietti: la Procura Federale chiede una condanna dura nei confronti della Juventus e soprattutto del presidente Andrea Agnelli. Il procuratore federale Giuseppe Pecoraro chiede che il numero uno del club torinese sia inibito per 30 mesi, ossia due anni e mezzo, inoltre chiede la chiusura dello Stadium per due partite casalinghe, una partita con la Curva Sud chiusa e 300.000 euro di ammenda.

Falliti tutti i tentativi di patteggiamento tra la Procura Federale e la difesa di Andrea Agnelli, si attende ora la sentenza di primo grado, prevista tra 10 giorni. Intanto, il legale del presidente bianconero, Franco Coppi, dichiara: "Una richiesta pesante? La procura fa il suo mestiere, in genere non siamo abituati a fare previsioni, se un mese o l'ergastolo. Importante qui è contrastare gli argomenti dell'accusa. Puntiamo alla assoluzione completa? Beh, certo. Quando ci aspettiamo la sentenza? Il collegio ha dieci giorni di tempo, quindi da qui a dieci giorni", conclude l’avvocato.

Caso biglietti: la Juve e il processo sportivo

Caso biglietti: riprende oggi, venerdì 15 settembre, il processo sportivo a carico della Juventus dopo il rinvio di maggio. Alle 14, presso Tribunale Federale Nazionale della Figc si prenderanno in esame le accuse nei confronti del club bianconeri e di alcuni suoi tesserati, accusati di aver favorito indirettamente il fenomeno del bagarinaggio consegnando a gruppi ultrà un numero elevato di biglietti.

Si tratta del collegamento sportivo al processo penale di Torino ‘Alto Piemonte’, nel quale però la Juventus non è coinvolta, così come non sono coinvolti i suoi tesserati. A marzo scorso, Andrea Agnelli è stato deferito dal Procuratore Federale Pecoraro con l’accusa di aver violato gli articoli 1 bis (lealtà sportiva) e 12 (rapporti con i tifosi). Deferiti, inoltre, anche il club bianconero per responsabilità diretta, Francesco Calvo ex direttore commerciale bianconero, Alessandro Nicola D’Angelo (security manager) e Stefano Merulla (responsabile del ticket office).

Dopo i contatti tra i legali di Agnelli e la Procura Federale è stata esclusa l’ipotesi di patteggiamento, ragion per cui la vicenda dovrà per forza risolversi attraverso i tre gradi di giudizio sportivo. La sentenza potrebbe arrivare in tempi brevi e la richiesta del procuratore federale sarà pesantissima: almeno un anno mezzo di inibizione, secondo quanto ipotizzano oggi diverse fonti giornalistiche. La Juventus, invece, è convinta che la cosa si risolverà con una multa. Anche in caso di inibizione, Agnelli non potrebbe esercitare le proprie funzioni, ma non decadrà dalla carica di presidente, poiché si dovrà attendere il terzo grado di giudizio.

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