Hoffenheim scatenato: primato in Bundesliga e Aquilani nel mirino


Vedad Ibišević è un ragazzone bosniaco col sorriso sempre pronto: è un giocatore dell'Hoffenheim ed è il capocannoniere della Bundesliga con 10 reti. Lui è puntuale quando si tratta di buttar la palla in rete, anche ieri contro l'Amburgo non s'è fatto pregare segnando uno dei tre gol con i quali la sua squadra ha annichilito gli avversari: le altre due reti le ha firmate il nigeriano 22enne Obasi, un altro peperino. Demba Ba e Sejad Salihovic sono altri due giocatori "poco raccomandabili" per le retroguardie avversarie, tutti giocatori dell'ultracentenario Hoffenheim, la squadra dei sogni del patron Dietmar Hopp.

Hopp è un sognatore con un occhio sempre vigile quando si tratta di affari e di bilanci; ma la sua indole stravagante fece sì che tre anni fa gli balenasse un'idea insana: portare il club in cui tirò due calci da bimbo dai Dilettanti fino all'Olimpo del calcio tedesco. Detto fatto. Compratolo otto anni fa, negli ultimi tre anni la scalata si è compiuta con intelligenza, sagacia e cuore, ispirandosi a Bruce Springsteen non smetteva di ripetere "Born to Run". Hoffenheim è un paesino di poco più di 3000 anime, a tre chilometri da Sinsheim; per chi ancora non riuscisse ad orientarsi, fa parte della comunità del Baden-Württemberg, a una ventina di chilometri da Heidelberg, città universitaria.

Dietmar Hopp è invece un imprenditore di successo: re dell'elettronica con un patrimonio stimato di 6,3 miliardi di euro, è uno dei cinque fondatori della Sap, un colosso che nel 2006 ha fatturato quasi 10 miliardi di euro dando il lavoro a più di 40mila persone. Il suo successo nel mondo dell'informatica lo ha trasferito sul terreno da gioco del Dietmar Hopp Stadion (notare il nome), un impianto da 5000 spettatori che verrà sostituito con uno di 30mila a breve, a Sinsheim. Dieci volte gli abitanti di Hoffenheim. La scalata della sua squadra è iniziata fin da subito: i primi anni con promozioni relativamente facili nei bassifondi dilettantistici tedeschi, quindi tre promozioni negli ultimi tre anni, le prime affidandosi ai giovani e alle capacità dei suoi collaboratori, l'ultima, quella in Bundesliga, mettendo mano al portafoglio (l'allenatore Ralf Rangnick era vicecampione di Germania con lo Schalke ed ex Stoccarda).

E ora la Bundesliga, dopo un secondo posto brillantissimo nella scorsa stagione. Obiettivo salvezza? Macché, Hopp punta alla Champions e fino ad ora il campo gli sta dando ragione: dopo 9 partite, l'Hoffenheim ha vinto 6 volte, pareggiandone una e perdendo in due occasioni, per un totale di 19 punti. La stella è indubbiamente Marques Carlos Eduardo, 21 anni ma già talento da vendere: Hopp se lo aggiudicò versando 7,5 milioni di euro al Gremio, lui che di ruolo fa il centrocampista e che Dunga ha già sul suo taccuino, nonostante la sua giovane età. E allora la fame, si sa, vien mangiando:

"Il mio Hoffenheim è no limits, il nostro obiettivo è la qualificazione in Champions League. Voglio comprare Aquilani per battere la Juve in Europa. Faremo un'offerta per il centrocampista della Roma. Non sono l'Abramovich tedesco, io e lui siamo opposti"

Sarà, ma la storia è di quelle che fanno accaponare i vari tifosi di Chievo, Albinoleffe e Sassuolo...

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