Road to Germany 2006: Svizzera


Delle volte arrivare ai campionati del mondo non è esattamente la cosa più difficile da fare: ne sa qualcosa la Svizzera che nel girone di qualificazione si è limitata a vincere 4 partite (due con Cipro e due con le Isole FarOer), stando poi attenta a non perdere (6 pareggi con Francia, Israele e Irlanda). Certo, gli spareggi a quel punto sono diventati ineluttabili ed è per questo che un pizzico di cuore e di tecnica occorre, tanto più per sbarazzarsi dei detentori della medaglia di bronzo, ovvero la Turchia. Dopo un 2-0 in terra elvetica, a Istanbul i rossocrociati hanno evitato il peggio con un 4-2 che ha consentito loro di approdare a dei Mondiali da cui erano assenti da ben 12 anni (ultima apparizione nel 1994 con in porta Pascolo e in attacco Chapuisat e Turkyilmaz) e d'altra parte la storia di questo team ai mondiali vede il suo picco nei mondiali di casa del '54, quando tra gli altri sconfissero l'Italia per 4-1. Grande merito, oltre a una fucina di nuovi campioncini, va sicuramente all'allenatore Jakob "Kobi" Kuhn, una vita nello Zurigo come calciatore e da allenatore sempre e solo sulla panchina della nazionale (prima l'Under 21, ora la maggiore).

Tra i pali degli elvetici Pascal Zuberbuhler (Basilea), Fabio Coltorti (Grasshoppers) e Diego Benaglio (Nacional).

Kuhn come ovvio non ha dubbi e il portiere titolare della Svizzera sarà Zuberbuhler, un ragazzone di ormai 35 anni che gioca nel Basilea da 5 anni. Ha una buona esperienza internazionale, ha collezionato 40 presenze con la sua nazionale ed è stato spesso nell'occhio del ciclone per qualche papera di troppo. Di certo però Zubi è tipo che si esalta contro i grandi attaccanti e la sua lunga gavetta gli rende comunque merito. I suoi subalterni saranno Coltorti, un gigante che milita nel Grasshoppers, e Benaglio, che ora milita nel campionato portoghese e che ha soffiato il posto sul filo di lana a Jakupovic.

La linea Maginot, deputata a sventare gli attacchi avversari, verrà composta da Johan Djourou (Arsenal), Ludovic Magnin (Stoccarda), Philippe Senderos (Arsenal), Stephane Grichting (Auxerre), Christoph Spycher (Eintracht Francoforte), Patrick Mueller (Lione) e Philipp Degen (Borussia Dortmund).

La difesa della Svizzera pare non possa prescindere da Mueller, ragazzo serio che il ct rossocrociato non ha esitato a convocare dopo aver giocato tutte le partite di qualificazione (attualmente però è semi-indisponibile e dal suo recupero dipenderà molto delle sorti di questa squadra), e da Senderos, 12 presenze e 2 gol con la maglia rossa della sua nazionale, un giovane con pochi grilli per la testa e tanta abnegazione. Sulle fasce sicuramente Degen avrà un posto sulla corsia di destra, forte anche del suo carattere duro e combattivo e della fiducia del tecnico, mentre a sinistra vedremo probabilmente il giovanissimo Djourou, nuova scoperta dei Gunners. Pronti poi a dire la loro Magnin, undici incontri nelle qualificazioni e un gol contro la Francia, o il simpatico, duttile e ben voluto Spycher.

Frangiflutti di centrocampo, ma anche pensatori dai piedi buoni saranno Xavier Margairaz (Zurigo), Johann Vogel (Milan), Ricardo Cabanas (Colonia), Raphael Wicky (Amburgo), Daniel Gygax (Lille), David Degen (Basilea), Blerim Dzemaili (Zurigo), Tranquillo Barnetta (Bayer Leverkusen) e Valon Behrami (Lazio).

Nella zona mediana un combattente come Vogel, ex PSV quest'anno trascorso a scaldare la panchina del Milan, e un futuro talento come Barnetta, dal cui futuro tutti si aspettano molto. Nel caso ci dovesse essere una defezione di sicuro Behrami non farà rimpiangere gli assenti: il kosovaro dal passaporto svizzero ha dimostrato anche nel nostro calcio di avere numeri da grande giocatore. Sulle fasce pare abbiano il posto assicurato due giocatori niente male: il primo, Cabanas, padre spagnolo e madre italiana, dopo un passato alle prese con una grave artrite, ha il vizietto del gol anche perché spesso gioca dietro le punte; il secondo è Gygax, suo biglietto da visita il recente splendido gol nell'amichevole contro l'Italia. Da segnalare anche Wicky, più di 200 partite in Bundesliga e ben 67 con la maglia degli elvetici, probabile un suo impiego in più di qualche frangente (a Euro 2004 giocò tre partite su tre).

Le presunte bocche di fuoco saranno Alex Frei (Rennes), Marco Streller (Colonia), Mauro Lustrinelli (Sparta Praga) e Hakan Yakin (Young Boys).

Ventitre gol in 42 partite sono un biglietto da visita niente male per Frei, visto e considerato che a soli 27 anni è a appena 11 realizzazioni dal marcatore più prolifico di tutti i tempi per la Svizzera e cioè Turkyilmaz, a quota 34. Una recente passato dedicato sempre e solo al Rennes, sarà lui l'eventuale uomo copertina degli elvetici. Ad affiancarlo quasi sicuramente Marco Streller (i 2 hanno siglato una doppietta a testa nel 4-1 alla Cina di un paio di giorni fa), allo Stoccarda fino a gennaio momento in cui è passato al Colonia. In sostituzione dell'ex Brescia ed enfant prodige Volhanten è stato chiamato Yakin, forse l'uomo più famoso dei rossocrociati ma che a causa del suo carattere il ct Kuhn aveva scelto di mettere fuori. Infine Lustrinelli, attaccante che abbiamo conosciuto nel Thun che grazie ai suoi gol ha partecipato all'ultima Champions League.

La Svizzera è inserita nel gruppo G insieme alla Francia, la Corea del Sud e il Togo. Con i transalpini è ormai un'abitudine giocare visto che le due nazionali si sono incontrate sia nel girone degli Europei in Portogallo che in quello delle qualificazioni a questi mondiali. Due anni fa i galletti si imposero per 3-1, ma nella doppia e più recente sfida gli elvetici non sono stati sconfitti (0-0 in trasferta e 1-1 in casa). Per cui sapranno come vendere cara la pellaccia contro la favorita, mentre contro le altre due formazioni dovranno usare il talento indiscusso di alcuni giocatori misto al cuore che soprattutto alcuni difensori e centrocampisti spesso sfoderano nei momenti di difficoltà per vincere se non una, entrambe le partite. Pare dunque alla loro portata un approdo agli ottavi di finale e, sinceramente, lo meriterebbero pure visto anche il buon livello che ultimamente esprime anche il loro calcio a livello di club (Basilea e Thun). Chi vivrà, vedrà...

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