Milan, Montella pensa alla Roma: "C'è aria di svolta, avanti con il 3-5-2"

La sfida tra Milan e Roma è sicuramente la più importante della settima giornata di Serie A, che vedrà confrontarsi due squadre ancora indecifrabili che però di sicuro non hanno convinto appieno fino ad ora. Montella non è preoccupato dalle critiche e vuole ripartire dalla vittoria contro il Rijeka: "La cosa più positiva è stata ritrovare questo spirito, coraggio, spensieratezza: mi è piaciuto questo in maniera esponenziale, questo è presagio di svolta definitiva. Modulo? Andiamo avanti così con piccoli accorgimenti in partita, non si può cambiare sempre, questo è l’assetto che da più garanzie, qualcuno si adatterà, ma questa linea è delineata. Critiche? A me sembra tutto ingigantito ed esasperato: siamo il Milan e abbiamo pensato di ricostruire la casa, bisogna ricostruire mentalità ed automatismi, non si può pensare di avere tutti i confort possibili. Poi ci siederemo e accenderemo il televisore, alleno il Milan e so che devo sopportare esagerazioni: se saremo uniti questo tempo si dimezza, altrimenti ci vorrà più tempo. Ma non credo sia una squadra che non si riconosca, le esagerazioni arrivano anche ai calciatori che è la cosa che mi preoccupa di più: di questo mi dovrò occupare tranquillizzandoli, la maggior parte di loro non ha la storia del Milan, devono giocare più leggeri e determinati".

Montella poi ha parlato del suo rapporto con la dirigenza, assicurando di sentire la società vicina a lui: "Con Mirabelli ho un rapporto splendido professionalmente e non, sto più con lui che con mia moglie in questo periodo, è l’unica cosa negativa…mi da il suo supporto, ma non mi impone nulla. Anche lui deve fare valutazioni. Le liti sono notizie assolutamente inventate. Preparatore? Pensiamo alla partita di domani, poi ci sarà la sosta... Contro il Rijeka? Sicuramente potevamo gestirla meglio, ma quando c’è da affondare si deve fare. Abbiamo commesso due errori, ma durante la partita non abbiamo dato continuità, dobbiamo migliorare e sicuramente ci siamo complicati la vita: ho visto questa complicazione ma ho uno spirito nuovo, e questo deve rimanere".

A mettere pressione su questo Milan sono sicuramente le altissime aspettative che arrivano dall'esterno. Montella ha provato a ricordare a tutti che il Milan ha cambiato tantissimo in estate e che quindi lui giudica normale che ci possano essere degli alti e dei bassi: "Le aspettative sono più alte rispetto all’anno scorso, ma credo che siamo in linea, almeno in termini di risultati. Quando si fa una rivoluzione devi badare più ai risultati che alla crescita, dobbiamo trovare una via di mezzo: nessuna squadra che ha rivoluzionato il proprio organico è stata vincente subito. Tutto questo non mi turba ma mi stimola, è un po’ esagerato ma non mi faccio fuorviare da ciò che è giusto dire. Ho la mia analisi e so dove poter lavorare". Bonucci? "Leo non é il problema e mai lo sarà, ma sempre una risorsa. In rosa è l’unico calciatore che ha vinto. È il primo che sa di dover migliorare. Pentito di averlo preso? Assolutamente no, sono contento e lo sarà anche il Milan nei prossimi anni. Sa accettare le critiche giuste e anche quelle un po’ esagerate, sul primo gol non è colpa sua, la squadra non doveva lasciarlo solo lì. I rapporti interni sono ottimi, Bonucci è motivatissimo. È un’esagerazione parlare di problema".

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