Il Napoli allo Juventus Stadium trattato come Chievo e Parma

Le parole volano, le cose scritte rimangono, i numeri certificano. Da questi tre assunti di base non si non celebrare una volta di più la Juventus di Antonio Conte, quella formato “doppio impegno”, quella che quest’anno “…c’è la Champions”, quella “…senza il top-player davanti”. E’ un’operazione di onestà calcistico-intellettuale quella che segue Juventus-Napoli, il nuovo

Le parole volano, le cose scritte rimangono, i numeri certificano. Da questi tre assunti di base non si non celebrare una volta di più la Juventus di Antonio Conte, quella formato “doppio impegno”, quella che quest’anno “…c’è la Champions”, quella “…senza il top-player davanti”. E’ un’operazione di onestà calcistico-intellettuale quella che segue Juventus-Napoli, il nuovo classico secondo metà della tifoseria italiana, certamente la nuova sfida infinita nostrana dopo che l’anno passato questa fu tra i bianconeri e il Milan di Allegri e, oggi possiamo dirlo, il Milan di Ibrahimovic.

Parole e cose scritte sono quelle ascoltate in televisione e lette su giornali e siti di ogni dove. I numeri, invece, bisogna andarseli a cercare ed è un’operazione neppure troppo complicata. Oltretutto, non servono ricerche cervellotiche, basta infatti soffermarsi sulle più banali statistiche proposte dalle tradizionali analisi-partita a corollario del classico tabellino.

Ed è qui che i dati fanno impressione: la Juve non è il Barcellona, non è un tritacarne, ma sostanzialmente tratta tutti nella stessa identica maniera. Insomma, il Napoli ha fatto la stessa fine, la stessa figura, la stessa partita di Parma e Chievo (la Roma resta per evidenti motivi tattici un discorso a se stante), ovvero le due precedenti squadre ospitate allo Stadium in questa Serie A.

Eccoli, allora, i numeri delle tre sfide di cui sopra, semplici ed esplicativi del perché in sostanza la Juve sia davvero padrona del campionato e del perché il Napoli sia stato la delusione del weekend appena trascorso: Juve-Parma tiri in porta 6-5, Juve-Chievo 9-2, Juve-Napoli 6-2. Si intendono i tiri nello specchio, ma considerando anche solo quelli in direzione della porta il Napoli si fermerebbe a 3 contro i 13 della Vecchia Signora.

Un dato che fa davvero riflettere, a prescindere dalle sensazioni di un match che il Napoli ha provato a congelare scegliendo, contro la propria indole, di giocare sotto ritmo e guadagnando un possesso palla esaltato da Mazzarri, ma sostanzialmente improduttivo ed in grado di snaturare il modo di attaccare dei partenopei. Non è stato sufficiente. Anzi. Ma parole e cose scritte non lo dicono a gran voce. I numeri sì, se è vero che il Parma ha tirato più del doppio e il Chievo ha il solo demerito di aver concesso qualcosa in più.

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