La Juventus passa se… fa almeno (altri) 7 punti, con il Chelsea la partita chiave. La Champions si fa dura.

Tre pareggi “a scendere”. L’entusiasmo per il punto conquistato allo Stamford Bridge contro il Chelsea era già stato spento dal pareggio casalingo con lo Shakhtar, ma l’1-1 di Copenaghen è un’autentica mazzata per le ambizioni europee dei bianconeri. Appena tre punti in tre partite, tanto per intenderci se la Juve avesse perso le prime due

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Tre pareggi “a scendere”. L’entusiasmo per il punto conquistato allo Stamford Bridge contro il Chelsea era già stato spento dal pareggio casalingo con lo Shakhtar, ma l’1-1 di Copenaghen è un’autentica mazzata per le ambizioni europee dei bianconeri. Appena tre punti in tre partite, tanto per intenderci se la Juve avesse perso le prime due e avesse vinto con il modesto Nordsjaelland avrebbe raccolto ora lo stesso bottino. Troppo poco, tant’è che in molti si domandano: quante possibilità ha la Juventus di passare il turno?

Partiamo dalla premessa, giocando sotto ritmo come stasera non ne ha nessuna. Parliamo però di numeri, che sono quelli che interessano di più in questo momento.

La classifica del girone, anche alla luce del successo dello Shakhtar con il Chelsea, recita:

Shakhtar 7
Chelsea 4
Juventus 3
Nordsjaelland 1

Il calendario “favorisce” ancora i bianconeri. Le tre gare che mancano verranno giocate non più in maniera “simmetrica” come accadeva una volta, quindi la sequenza non sarà Nordsjaelland – Shakhtar – Chelsea, bensì Nordsjaelland (7 Novembre, in casa) – Chelsea (20 Novembre, in casa) – Shakhtar (5 Dicembre, in trasferta). Sgombriamo subito il campo dagli equivoci, la Juventus è ancora pienamente padrona del suo destino. Se i bianconeri conquisteranno almeno 7 punti nelle prossime 3 partite saranno matematicamente qualificati, a prescindere dai risultati delle avversarie. Con ogni probabilità la chiave sarà la super sfida del 20 novembre con il Chelsea, di questi 7 fantomatici punti 3 dovranno arrivare contro gli inglesi per evitare un’ultima partita al cardiopalma.

Partiamo dal presupposto che il punto conquistato stasera dai danesi sia il primo e l’ultimo nel girone (ipotesi non peregrina).

Nel prossimo turno la Juventus dovrà iniziare a mettere in cassaforte la prima vittoria nel ritorno con il Nordsjaelland, da lì potrà iniziare a guardare il risultato di Chelsea – Shakhtar. Senza i tre punti del 7 Novembre si farebbe davvero dura. C’è un solo scenario in cui è credibile che la vittoria casalinga della Juve con gli inglesi potrebbe non essere obbligatoria.

Una vittoria degli ucraini a Londra sarebbe il risultato “migliore” dal punto di vista dei numeri, la squadra di Lucescu andrebbe a 10 punti, sarebbe praticamente certa della qualificazione dovendo affrontare ancora i danesi e potrebbe giocare l’ultimo match già sicura del passaggio agli ottavi di finale. La classifica ipotetica (Shakhtar 10, Juventus 6, Chelsea 4) consentirebbe alla Juve di passare anche con due pareggi (0-0 o 1-1 il 20 novembre), come vedremo poi.

Con una vittoria degli inglesi nella prossima partita contro lo Shakhtar la classifica reciterebbe: Chelsea 7 Shakhtar 7 Juventus 6. In parole povere i bianconeri potrebbero anche pareggiare il 20 novembre in casa, ma il 5 dicembre a Donetsk dovrebbero vincere per forza in trasferta e con un avversario che avrebbe assolutamente bisogno di un altro punto. La squadra di Conte andrebbe a fare la loro corsa sugli ucraini, brutto cliente.

Infine un pareggio allo Stanford Bridge nel prossimo turno fra inglesi e ucraini (classifica ipotetica: Shakhtar 8 Juventus 6 Chelsea 5) cambierebbe le carte in tavola solo relativamente. In quest’ultimo caso o vince il 20 novembre oppure la Juve dovrebbe affrontare l’ultima partita, la complicata trasferta alla Donbass Arena, ancora una volta con l’obbligo di vincere, un doppio pari nelle ultime due sfide non basterebbe.

Insomma, Juventus – Chelsea sarà decisiva, perché sono davvero pochi gli incastri che consentono di pensare all’eventualità “pareggio” in quella partita come capace di garantire il passaggio del turno.

Nell’ipotesi di un arrivo in parità andrebbero poi considerati i criteri “secondari” per ottenere la qualificazione:

Nell’ordine:
1. punti negli scontri diretti
2. differenza reti negli scontri diretti
3. maggior numero di gol segnati in trasferta negli scontri diretti
4. miglior differenza reti totale

Insomma, un quadro in ogni caso molto complicato per una squadra che non vince una partita in Europa da ben 9 turni. Un’eternità.

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