Rory Delop: lo Stoke ha trovato l'irlandese giavellottista

Ai più Stoke City e Rory Delap risultano sconosciuti: la prima è una squadra inglese che disputa la Premier League, il secondo è un centrocampista irlandese che milita nella stessa. I tifosi d'Oltremanica, però, se sentono nominare lo Stoke probabilmente annuiscono con rispetto: i biancorossi di Stoke-on-Trent sono la seconda squadra britannica più antica di tutti i tempi (fondata nel 1863, dopo solo il Notts County) e la scorsa stagione sono ritornati nella massima serie inglese dopo più di vent'anni. Con in panchina un gallese, Tony Pulis, hanno fatto finalmente sorridere il Britannia Stadium (già Victoria Ground) e a centrocampo c'era e c'è un numero 24 irlandese, tale Rory Delap (qui il suo video).

Anche quando si nomina Delap, gli esperti di calcio estero o semplicemente i tifosi inglesi, sanno a perfezione chi è: 32 anni, ha speso una vita al The Dell con la maglia del Southampton, dopo per altro più di cento partite con i colori del Derby County. Quindi il Sunderland e infine lo Stoke City, dodici mesi fa come quest'anno in cui ha già collezionato 11 presenze sfiorando i mille minuti giocati e siglando anche un gol. Ma lo scorso primo novembre il suo nome è arrivato fino a Trapattoni, ct dell'Irlanda (la cui maglia Delap l'ha indossata una decina di volte), perché nel 2-1 dello Stoke rifilato all'Arsenal i due assist erano i suoi. Non coi piedi, con le mani.

Come Chiellini nel settembre del 2007 quando con una rimessa laterale lunga mandò direttamente in gol Iaquinta contro la Roma all'Olimpico (era il gol del definitivo 2-2), così Delap ha messo il suo zampino in entrambe le reti dei padroni di casa, vittoriosi per 2-1 contro i Gunners: nel primo tempo inducendo Touré all'autogol, e nella ripresa mandando praticamente in gol Olofinjana (a nulla è valso il gol a tempo scaduto di Clichy). Un caso? Macché! Delap è noto per le sue rimesse laterali lunghissime, potendo arrivare anche a 50 metri non rinunciando alla potenza e alla tensione. Tanto che la Federazione irlandese di Atletica sta pensando a lui come futuro giavellottista.

"Non abbiamo alcun giavellottista che parteciperà ai Mondiali del prossimo anno e per questo lui sarebbe il benvenuto. Certo, raggiungere lo standard necessario a gareggiare sarebbe difficile, ma non impossibile, e se lui volesse provare davvero a lanciare il giavellotto per l’Irlanda, noi ne saremmo entusiasti" ha detto Mary Coghlan, il presidente appunto della suddetta Federazione. Non solo, se non si dovesse realizzare questa specie di sogno, "la fionda umana" (così è stato ribattezzato l'irlandese) potrebbe puntare alle Olimpiadi di Londra del 2012, quando avrà 36 anni. D'altra parte lui iniziò proprio con questo sport, per poi dedicarsi solamente al calcio.

Qui sotto un video-tributo dedicato a Rory Delap e un altro col gol di Iaquinta su "assist" di Chiellini.

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