Road to Germany 2006: Ucraina


Oleg Blokhin era una leggenda del calcio sovietico, ha fatto parte della squadra che ha partecipato ai mondiali del 1982 e del 1986 ed è stato scelto dai tifosi nell'undici ideale russo di tutti i tempi, da calciatore 109 presenze in maglia rossa e un bottino di 39 reti, davvero notevole. Da tre anni a questa parte è diventato commissario tecnico della nazionale Ucraina e subito si sono visti i primi risultati, ora promette alla sua gente una semifinale, tentando di emulare la Croazia in terra di Francia.

Il cammino verso la Germania è stato abbastanza agevole per questa squadra, sono stati infatti i primi europei a staccare un biglietto mondiale. Il girone all'apparenza non era nemmeno tanto semplice, c'era la Turchia, terza in Corea, la Grecia campione d'Europa e la Danimarca. Ma con sette vittorie, quattro pareggi e una sola sconfitta non hanno dato scampo a nessuna delle contendenti.

Abbiamo parlato di primi risultati non a caso, questa infatti è la prima partecipazione ad un mondiale per l'Ucraina che fino al 1994 faceva ancora parte dell'Unione Sovietica, è anche la prima apparizione nel calcio che conta in assoluto non avendo mai partecipato nemmeno ad un Europeo, ma attenzione a non sottovalutarla.

I portieri convocati sono Aleksander Shovkovsky (Dinamo Kiev), Andriy Pyatov (Vorskla Poltava) e Bogdan Shust (Shakhtar Donetsk).

Superata la boa dei trent'anni Shovkovsky non è ancora soddisfatto, vuole continuare a migliorare come ha fatto negli ultimi anni. Portiere molto esperto grazie anche alla sua lunga militanza nella Dinamo Kiev, che gli ha permesso di calcare il palcoscenico internazionale con continuità, sarà lui il numero uno. Il giovane Pyatov, portiere dell'under 21, ha dovuto rinunciare alla nazionale baby perchè era desiderato da Blokhin in nazionale maggiore, il tecnico voelva avere le spalle coperte in caso di assenza di Shovkovsky, appena rientrato da un infortunio alla clavicola. Il ventenne Shust, campione nazionale con la sua squadra di club, potrà solo fare esperienza per il futuro.

A proteggere il portiere ci saranno Andriy Nesmachny (Dinamo Kiev), Vladyslav Vashchyuk (Dinamo Kiev), Olexandr Yatsenko (Arsenal Kiev), Volodymyr Yesersky (Dnipro Dnipropetrovsk), Andriy Rusol (Dnipro Dnipropetrovsk), Dmytro Chigrinsky (Shakhtar Donetsk) e Vyacheslav Svidersky (Arsenal Kiev).

La coppia centrale costituita da Rusol e Vashchyuk sembra offrire solide garanzie al tecnico, giovane il primo, più maturo il secondo hanno mostrato grandi cose anche durante le qualificazioni. Piccola curiosità, l'idolo di Rusol è John Terry che spera di incontrare in questo mondiale, la strada per trovare gli Inglesi però, calendario alla mano, è ancora molto lunga. Gli altri due difensori che partiranno dall'inizio dovrebbero essere Nesmachny e Yesersky, anche essi molto efficaci, anche se leggermente inclini al cartellino giallo, soprattutto per quando riguarda il giocatore della Dnipro Dnipropetrovsk. Il giovane Yatsenko spera di riuscirsi a ritagliare un po' di spazio: si è aggregato alla nazionale da pochissimo, dopo l'infortunio all'anca di Fedorov, come Chigrinsky anche lui ha disputato l'Europeo under 21.

La diga davanti alla difesa proveranno ad innalzarla Anatoly Tymoshchyuk (Shakhtar Donetsk), Oleg Gusiev (Dinamo Kiev), Ruslan Rotan (Dinamo Kiev), Serhiy Nazarenko (Dnipro Dnipropetrovsk), Oleg Shelayev (Dnipro Dnipropetrovsk), Andriy Gusin (Krylya Sovietov Samara) e Maxim Kalinichenko (Spartak Mosca).

I perni di questa diga sono Gusin e Tymoshchyuk, centrocampisti che svolgono un lavoro immane per tutti i novanta minuti. Grazie al loro lavoro Gusiev e Rotan sono liberissimi di offendere dalle fasce. Entrambi sono dotati di grande creatività e costituiscono un perioclo costante per le difese avversarie. Il secondo è la vera rivelazione di questa nazionale, anche nell'amichevole contro l'Italia ha dimostrato tutte le sue capacità. Gli altri tre mediani hanno comunque giocato più di qualche partita nelle qualificazioni e risultano quindi delle ottime carte nelle mani del tecnico, nel momento del bisogno si potrà sicuramente contare anche sul loro apporto.

In attacco infine ci saranno Andriy Shevchenko (Milan), Andriy Voronin (Bayer Leverkusen), Serhiy Rebrov (Dinamo Kiev), Artyom Milevsky (Dinamo Kiev), Andriy Vorobei (Shakhtar Donetsk) e Olexiy Belik (Shakhtar Donetsk).

E proprio in questa zona del campo si concentrano le migliori armi dell'Ucraina. Partendo dal capitano, dal più rappresentativo dei 23, stiamo parlando ovviamente di Shevchenko, ormai ex Milan. Ma sarebbe sbagliato credere che tutta la squadra è fatta da lui. Non possiamo non temere "la rondine" Vorobei che farà coppia con Sheva. Poi c'è un altro Andriy, Voronin, che oltre al nome ha anche le credenziali del nuovo acquisto del Chelsea, un vero è proprio vice in caso di necessità. Infine c'è quel gioiellino di Rebrov che tanto aveva incantato nella Dinamo Kiev di Lobanovsky. Ultimamente non è stato all'altezza della sua fama, ma farà di tutto per riconquistare un posto da titolare.

L'Ucraina è stata inserita nel girone H con Spagna, Tunisia e Arabia Saudita. Le possibilità di passaggio del turno sono effettivamente molto alte, l'importante sarà non fare passi falsi contro i nordafricani. I tifosi sono molto fiduciosi e sperano in un risultato eclatante. Obiettivamente la formazione potrebbe arrivare con poche difficoltà ai quarti di finale, nessuno si stupirebbe, ovviamente da lì in avanti ci sarà da sudare. Quello che può rincuorare la gente ucraina è il secondo posto della squadra under 21 al campionato europeo, che dovrebbe garantire un futuro radioso a questa nazione, non limitato solo al sogno di un unico, storico, mondiale.

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