Mondiali Russia 2018: il coreano Son e la “paura” del servizio militare

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Son Heung-Min stella del Tottenham e della Corea del Sud non è riuscito ad impedire l’eliminazione della sua nazionale dai Mondiali di Russia 2018 ed ora rischia di doversi sorbire pure 21 mesi di servizio militare. Dalle stelle alle stalle nel giro di poche settimane, dunque, per il 25enne centrocampista, che dalle 360mila euro al mese che percepisce attualmente in Premier League, rischia di doverne guadagnare solamente 100. La situazione era ben delineata già da prima del Mondiale, considerato che la legge della Corea del Sud parla chiaro: la leva militare è obbligatoria sotto i 28 anni giocando per la squadra dell’esercito. La qualificazione agli ottavi di Russia 2018, poteva rappresentare un vero e proprio toccasana per Son, ma ora dipenderà molto oltre che dai risultati in nazionale, anche dal Tottenham.

Il pianto disperato del calciatore al rientro negli spogliatoi dopo la partita persa contro il Messico, dunque, di spiega in due modi: da un lato il ragazzo era effettivamente dispiaciuto per l’addio anticipato ai Mondiali, dall’altro c’è lo spauracchio del servizio militare. Per essere esentati, prevede la legge della Corea del Sud, bisogna mostrare dei meriti sportivi, che nel caso specifico erano stabiliti nella qualificazione agli ottavi di finale. È quanto accaduto, ad esempio, nel 2002 ai calciatori che eliminarono l’Italia ai Mondiali casalinghi, così come anche nel 2014 nel caso dei vincitori della Coppa d’Asia, cui Son non prese parte per decisione del Bayer Leverkusen.

Ora, il calciatore del Tottenham potrebbe evitare la leva con i meriti sportivi che potrebbe maturare ai Giochi Asiatici di agosto in Indonesia, oppure nella Coppa d’Asia di gennaio 2019. Purché gli Spurs gli diano il permesso di parteciparvi considerato che gli eventi si disputano in concomitanza con le partite dei club.

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