Allegri e la crisi del Milan, lui ci mette solo la faccia

Massimiliano Allegri sarà anche un antipatico, ma generalmente sa come farsi valere negli ambienti dove il timone del comando è in sue mani. Ha sbagliato, al Milan, questo ormai è chiaro anche se le percentuali di colpa sono da dividersi (senza far numeri) con la scapestrata campagna estiva della dirigenza. Il problema è che, tentando di convincere Berlusconi il quale da tempo ha esonerato il tecnico nella sua testa, la creatività e la fantasia tattiche e gestionali non sono state all'altezza della realtà.

La critica e la tifoseria hanno inserito il countdown, questo ormai è il dato oggettivo. Non si conoscono tempi e modi, ma poco conta: Allegri non è più il comandante del Milan e la sua disfatta passa dalle esclusioni, imposte, di Boateng e Nocerino, ovvero i grandi protetti del tecnico livornese, alcuni tra coloro che troppo spesso sono usciti dalle regole non scritte dello spogliatoio rossonero.

Per concedergli tutto questo non è stato sufficiente boicottare i senatori scontenti e raccapricciati. O meglio, inizialmente si. Ma quando mancano i risultati, i nodi vengono al pettine. Qualcuno arriva e ti rinfaccia tutto. E tu non hai scusanti perché sei dalla parte del torto.

Adesso, ci si è messa anche la difesa a tre di Malaga. Ultima invenzione di chi ormai detta legge alle spalle di Allegri (e chiaramente non è Tassotti), perché la filosofia è che oggi se bisogna andare a fondo, almeno si va a fondo scegliendo la strada della società e non le civetteria di un allenatore dal destino segnato.

Non è edificante pensare che la permanenza o meno di Allegri in rossonero per questa stagione dipenda dal fattore economico (come sempre, c'è una grande discrasia bancaria tra le dimissioni e l'esonero), così come non è edificante pensare che a far da improvvisato collante, senza grande strumenti, sia il solo Ambrosini.

Magra consolazione: non è la prima volta che il Milan cade così in basso, anche a livello strutturale, nell'epoca della gestione Berlusconi. Ed è sempre ripartito. Sovente anche più forte di prima. Ma con Silvio Berlusconi in sella... diversamente, il dramma diverrebbe un thriller della paura.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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