Inter, sesta vittoria di fila ma stop per Coutinho: frattura, out almeno un mese

L'entusiasmo è di casa sulla sponda nerazzurra dei Navigli, tanto più per la goduria sportiva di vedere i rivali rossoneri sull'orlo del baratro: l'ottobre dell'Inter non poteva essere più dolce, di nuovo ai vertici della graduatoria in campionato dopo 4 successi messi in fila e a un tiro di schioppo dai sedicesimi di finale in Europa League dopo il successo, sofferto e risicato quanto fondamentale, contro il Partizan Belgrado. I tifosi del Biscione stanno pian piano ritrovando il sorriso pur mugugnando per le prestazioni di alcuni giocatori (Jonathan e Silvestre su tutti) e nonostante non possano esaltarsi a pieno per il loro pupillo Philippe Coutinho, sempre sulla rampa di lancio e sempre, per un motivo o per l'altro, costretto a rimandare la sua agognata esplosione.

Ieri sera alla mezz'ora di gioco ha dovuto abbandonare il terreno di gioco di San Siro per una botta rimediata in uno scontro di gioco con Ostojic; fin da subito si è intuito la gravità della forte contusione, tanto che oggi gli esami strumentali a cui si è sottoposto il 20enne brasiliano hanno evidenziato quanto temuto a caldo: frattura d'impatto del margine anteriore della tibia, bega di quelle tignose che costringerà il fantasista a riposo assoluto per almeno tre settimane, con i tempi di recupero che si attestano sul mese. Un pensiero in più per Andrea Stramaccioni il quale, tuttavia, può contare su una rosa dotata di ricambi adeguati, come sottolineato da lui stesso al termine del match contro i serbi:

"Non possiamo pensare di avere 25 giocatori al top per tutta la stagione. Ho grande fiducia in tutti i miei calciatori e credo di averlo dimostrato stasera (ieri, ndr). Nel primo tempo chi ha giocato meno era magari più contratto. Cito Jonathan su tutti, perché aveva davanti un elemento di grande prospettiva come Markovic ed è andato in difficoltà solo in un paio di circostanze".

Ci ha tenuto il tecnico interista a "difendere" il terzino della sua squadra, mai entrato nei meccanismi a pieno per limiti che i supporters nerazzurri imputano a carenze tecniche più che di concentrazione o di impegno. Ora sotto con la trasferta di Bologna: tornano i titolarissimi con la consueta difesa a tre formata da Ranocchia, Samuele e Juan Jesus, quattro centrocampisti che rispondono al nome di Zanetti, Gargano, Cambiasso e Nagatomo, con un terminale offensivo da più parti indicato come il più esplosivo della Serie A, quello cioè composto da Palacio, Milito e Cassano. Impossibile prevedere la tenuta di questa Inter, di fatto pare che la strada imboccata sia quella giusta e che di questo passo il progetto imposto da Moratti possa dare succulenti frutti.

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