Parma e Chievo rischiano la retrocessione. Le richieste della Procura

Clivensi accusati di plusvalenze fittizie; sul Parma pende lo spettro del tentato illecito sportivo

PARMA, ITALY - FEBRUARY 11:  Alessandro Lucarelli (C) of Parma FC clashes with Dario Dainelli (R) and Alessandro Gamberini of AC Chievo Verona during the Serie A match between Parma FC and AC Chievo Verona at Stadio Ennio Tardini on February 11, 2015 in Parma, Italy.  (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

La Procura della Figc ha fatto le sue richieste al Tribunale federale nazionale per i casi che coinvolgono Parma e Chievo Verona. Le indiscrezioni riportate ieri dall'Ansa si sono rivelate corrette: entrambe le squadre rischiano la retrocessione. Per i Ducali la Procura ha chiesto 2 punti di penalizzazione per la stagione 2017/2018, che stravolgerebbero la classifica finale dell'ultima Serie B creando un vero e proprio terremoto, oppure, in subordine, -6 punti in partenza nel prossimo campionato di Serie A. Sono poi stati chiesti 4 anni di squalifica per Emanuele Calaiò, accusato di aver tentato di ottenere un minor impegno agonistico da parte di Filippo De Col e Claudio Terzi, giocatori dello Spezia che il Parma ha affrontato nell'ultima partita della regular season, con la quale ha ottenuto la matematica promozione in Serie A.

Lo stesso Calaiò ha parlato in udienza rilasciando una dichiarazione spontanea al Tribunale della Figc, spiegando così le sue ragioni: "Ho passato un'estate d'inferno. Non mi aspettavo di arrivare qui davanti a voi per tre messaggi innocui, stupidi e scherzosi che non avevano secondo fine. Non ho mia pensato di alleggerire la posizione dei miei compagni o alterare il risultato della partita. Io queste cose non le faccio, sono una persona pulita e corretta e mi dispiace che non ci siano qui lo Spezia e i miei ex compagni a testimoniare che sono sempre stato un esempio per i giovani. Non voglio finire la carriera per situazioni che non mi appartengono. È bruttissimo io sono stato anche a Catania e Siena, piazze che sono state coinvolte in cose orribili, ed io non sono mai stato toccato da queste vicende".

Anche il suo avvocato, Paolo Rodella, ha difeso con forza la versione dell'attaccante parmigiano: "se i messaggi di Calaiò rappresentano un illecito allora ce ne andiamo tutti al mare perché tutte le partite sono illecite. Dove sarebbe la proposta illecita? Fin dal primo messaggio ci sono le emoticon con il sorriso. La procura federale dovrebbe chiedere scusa al calciatore per questa imputazione assurda ed infamante".

Sono anche più dure le richieste formulate da Giuseppe Pecoraro nei confronti del Chievo Verona, accusato di aver realizzato plusvalenze fittizie attraverso scambi di giocatori con il Cesena; una serie di operazioni finalizzate, secondo l'accusa, alla falsificazione dei bilanci. La Procura ha chiesto 5 punti di penalizzazione per le ultime 3 stagioni, mentre per il Presidente Campedelli sono stati chiesti 36 mesi di squalifica. I quindici punti sarebbero da sottrarre a quelli conquistati dal Chievo sul campo nell'ultima stagione. Una pena che porterebbe alla retrocessione in Serie B e comporterebbe il conseguente ripescaggio del Crotone.

Il legale del Chievo, Marco De Luca, ha così commentato la richiesta di Pecoraro: "Mi aspettavo una richiesta pesante da parte dalla Procura della Figc perché di solito quando si ha torto si fanno sempre richieste pesanti per suggestionare i tribunali. Più la richiesta è pesante e più è debole la proposta di deferimento". Secondo l'avvocato il lavoro dell'accusa sarebbe ricco di errori: "È un deferimento fragilissimo che contiene errori marchiani anche nei numeri. Sono abbastanza fiducioso che gli errori commessi in sede procedurale vengano sanzionati anche duramente. Campedelli? È molto dispiaciuto ed amareggiato, lo ritiene un deferimento inutilmente punitivo perché ha sempre rispettato alla lettera quanto disposto dalle procedure federali in merito alla contabilizzazione dei contratti di acquisto e di vendita".

Parma e Chievo rischiano la retrocessione

16 Luglio 2018

Chievo Verona e Parma rischiano di non partecipare alla prossima Serie A. Stando a quanto appreso dall'Ansa, domani la Procura della Figc avanzerà pesanti richieste davanti al tribunale federale da applicare sulle classifiche finali della stagione 2017/2018. Le due società sono finite sotto la lente di ingrandimento con accuse diverse; il Chievo è sospettato di aver realizzato presunte plusvalenze fittizie attraverso degli scambi di tesserati con il Cesena, mentre gli emiliani sono a giudizio con l'accusa di tentato illecito sportivo per la partita Spezia-Parma 0-2, l'ultima del campionato che ha regalato la promozione diretta ai Ducali.

Il "caso Chievo" è stato svelato dal giornalista Pippo Russo, che ha scritto dei 30 giocatori che i clivensi si sarebbero scambiati col Cesena con l'intenzione di realizzare plusvalenze fittizie e quindi alterare i bilanci. Il Parma invece rischia a causa dei messaggi inviati dall'attaccante Emanuele Calaiò ai giocatori avversari prima della partita contro lo Spezia. Secondo la Procura Calaiò avrebbe tentato di ottenere un minor impegno agonistico da parte di Filippo De Col e Claudio Terzi.

Una penalizzazione sulle classifiche della stagione appena conclusa potrebbe portare alla retrocessione del Chievo al posto del Crotone, mentre il Parma non rientrerebbe più tra le squadre promosse in Serie A. In questo secondo caso è lecito immaginare una miriade di ricorsi da parte delle società che hanno partecipato ai play-off.

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