Ronaldo: “Potrei anche smettere di giocare”

Ventidue minuti soltanto, poco più di una esibizione bella e buona, ma i tifosi stipati sulle gradinate dello stadio di Fes, Marocco, sono stati ben felici di poterlo vedere in azione: Ronaldo due giorni fa ha preso parte all’amichevole di solidarietà promossa dal Pnud, il Programma delle Nazione Unite per lo sviluppo, i suoi amici


Ventidue minuti soltanto, poco più di una esibizione bella e buona, ma i tifosi stipati sulle gradinate dello stadio di Fes, Marocco, sono stati ben felici di poterlo vedere in azione: Ronaldo due giorni fa ha preso parte all’amichevole di solidarietà promossa dal Pnud, il Programma delle Nazione Unite per lo sviluppo, i suoi amici contro quelli di Zidane. Presente solo Dida della Serie A, Del Piero aveva avuto il placet della Juve per essere del match ma ha declinato per non distogliere la concentrazione dal prossimo impegno di campionato contro l’Inter. Ronaldo in terra marocchina ha dispensato sorrisi e autografi, imbolsito e fiducioso nonostante gambe pesanti e un piccolo acciacco muscolare.

Il Fenomeno è sempre più interessato a far del bene per i Paesi sottosviluppati e la FIFA sta pensando a lui come ambasciatore del pallone: lui ci tiene molto a questo, ma di fatto è ancora un calciatore che sotto sotto spera di poter tornare a fare il professionista. Ormai il tendine rotuleo del ginocchio sinistro è ricucito, la forma fisica è lontana, ma in linea di massima può tornare a calcare i campi: ma in che modo? Da quarta scelta del Siena o da protagonista, magari nel campionato brasiliano? Tutti interrogativi che Ronaldo si sta ponendo in questi giorni, in cui non esclude la possibilità di mollare.

“Mi sento molto stanco, ma non per la partita di Fes. Sono stanco perché il lavoro per recuperare è stato duro e le gambe sono pesanti. Tuttavia ho ricevuto belle sensazioni perché il calcio è la mia vita, ma ventidue minuti a quei ritmi sono stati poco più di un’esibizione. Il professionismo vero è un’altra cosa. Però sono contento di aver giocato: per me il ruolo di ambasciatore Onu è una cosa seria. Mi considero un uomo fortunato e ricambiare in qualche modo il destino mi sembra il minimo”

Parole misurate, così come lucida è la sua disanima circa il futuro.

“Ringrazio il presidente del Siena, ma non so davvero che cosa mi riserverà il futuro. Non so se continuare a giocare, o ritirarmi. Non ho ancora preso una decisione e non ho fretta di prenderla. Vorrei completare il lavoro di recupero, ma poi si sa come vanno queste cose. Potrei decidere domani o fra un mese: recuperare dopo un’operazione al tendine rotuleo del ginocchio è massacrante, bisogna lavorare diversi mesi”.

Queste le parole e i dubbi di un campione che lo scorso 13 febbraio subì l’ennesimo infortunio grave della sua carriera, a San Siro contro il Livorno. Già allora pareva che la sua carriera fosse a rischio, a distanza di 9 mesi le riserve non sono sciolte.