Esplosione nel centro di San Pietroburgo, ma Zenit – Juve si gioca

Se si tratti di un attento non è ancora chiaro, ma le autorità russe tendono ad escludere questa ipotesi. Secondo i primi riscontri l’esplosione avvenuta questa mattina nella zona nord di San Pietroburgo, la città russa che fra poche ore ospiterà il match di Champions League della Juventus, sarebbe stata provocata dall’imperizia di un archeologo

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Se si tratti di un attento non è ancora chiaro, ma le autorità russe tendono ad escludere questa ipotesi. Secondo i primi riscontri l’esplosione avvenuta questa mattina nella zona nord di San Pietroburgo, la città russa che fra poche ore ospiterà il match di Champions League della Juventus, sarebbe stata provocata dall’imperizia di un archeologo che stava portando un ordigno bellico ad un museo della città. La deflagrazione di una granata, nei pressi della stazione Udelnaya della metropolitana, è avvenuta in un taxi appena giunto nel piazzale antistante.

Tre le vittime, fra questi un bambino, e alcuni feriti. La zona è vicina al centro sportivo che ospita lo Zenit San Pietroburgo, avversario della Juventus nel match di Champions League e squadra che può vantare un illustre sostenitori, il Presidente Russo Vladimir Putin. L’esplosione, nel caso si trattasse di un attentato, potrebbe quindi essere connessa all’evento che vedrà puntare i riflettori delle tv di tutto il mondo questa sera.

La sicurezza attorno alle due squadre è stata immediatamente rafforzata, ma le autorità locali e la Uefa hanno confermato il regolare svolgimento del match con calcio d’inizio alle 18.30 di questa sera, ora italiana. Nei dintorni dell’albergo che ospita la squadra italiana è stato imposto il divieto assoluto di parcheggio delle auto, a differenza dei giorni scorsi, ma i giocatori non sono stati spostati e attendono regolarmente di potersi recare allo stadio Petrovskij che sarà il teatro della partita.

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