Arshavin non ne può più dello Zenit: mezza Europa si fionda su di lui


Di Andrei Arshavin ne avevamo già parlato qualche mese fa: piedi eccelsi, temperamento mediterraneo, visione di gioco superba e discreto feeling col gol. Un numero 10 che venti anni fa lo sarebbe stato dei più classici ma che col calcio moderno ha dovuto "incattivirsi", rinforzando muscoli e polmoni; con 64 punti France Football l'ha piazzato al sesto posto della classifica del Pallone d'Oro 2008, non a caso: tre partite all'Europeo (su cinque della Russia per una squalifica nei primi due match) di cui una in particolare eccezionale (contro l'Olanda ai quarti), Coppa Uefa e Supercoppa Europea vinte con lo Zenit (e in entrambe le finali ha giocato meravigliosamente), negli ultimi due anni solari più di 70 partite con la squadra di San Pietrobrugo, condite da 22 gol e 33 assist (Fotogallery).

Arshavin raccoglie consensi, ma anche più di un detrattore. Maggior capo d'accusa? La discontinuità. In questa Champions League se ne sono perse le tracce e anche nel massimo campionato russo, vinto dal Rubin, ha finito sottotono; a ben vedere anche nelle semifinali europee contro la Spagna giocò proprio male. Vero limite o piuttosto assenza di stimoli? Col calcio russo che inizia in primavera, con le Coppe di mezzo e l'Europeo estivo, Arshavin non ha avuto molte vacanze e alla fine è arrivato col fiato corto; aggiungasi che lui dopo l'estate aveva dichiarato espressamente che voleva cambiare aria (ha sempre giocato con lo Zenit), ecco che forse il calo di rendimento degli ultimi tempi deriva da una svogliatezza di fondo. Ora che manca solo una partita alla fine della sua estenuante stagione (al Bernabeu contro il Real) e col contratto in scadenza fra un anno, Arshavin sbatte di nuovo i piedi.

Ad agosto lui s'era professato un tifoso del Barcellona e il club blaugrana fece anche un sondaggio per lui; lo Zenit, che non ha bisogno di monetizzare, alzò il prezzo e i dirigenti catalani abbandonarono il progetto di portarlo al Camp Nou. In seguito ha strizzato l'occhio alla Premier League, arricchitasi proprio del suo compagno di Nazionale Pavlyuchenko passato al Tottenham: l'Arsenal era la squadra più interessata a lui e ancora non ha abbandonato l'idea di comprarselo, ma per il momento sono voci o poco più. Rimane l'Italia. Dennis Lachter, suo agente, in questi giorni è in Italia per parlare con i maggiori club del nostro paese.

I ben informati assicurano che sia Inter, che Milan, che Juve lavorano per cercare una via che porti ad Arshavin. La clausola di rescissione è di 13 milioni, attualmente il suo ingaggio è di 3 milioni di euro e col contratto praticamente in scadenza (e lui non ha nessuna intenzione di rinnovarlo) lo Zenit non può fare troppe storie, altrimenti rischierebbe di perderlo a costo zero. Ma non ci sono solo queste tre società che hanno Arshavin nel mirino: tra le tre litiganti potrebbe godere la quarta, ovvero la Fiorentina di Della Valle. Se questo giocatore riposerà un paio di mesi e cambierà casacca, così da ritrovare stimoli e motivazioni, il suo acquisto potrebbe rivelarsi un affare: dove andrà Andrei Arshavin?

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