Della Valle continua la polemica con la Juve: “Lo scudetto dell’82 è nostro”

Andrea Della Valle continua la polemica a distanza con Andrea Agnelli e risponde rivendicando la paternità dello scudetto del 1982 che la Juventus vinse all’ultima giornata strappandolo alla Fiorentina.

Devono essere state le polemiche seguite agli errori arbitrali del Massimino durante Catania – Juventus, sta di fatto che Andrea Della Valle invece di godersi la bella vittoria della sua Fiorentina sulla Lazio, seppur macchiata da un errore di Bergonzi che ha sfavorito i capitolini, ha pensato bene di continuare il duello verbale a distanza con i bianconeri e i suoi uomini. In particolare il presidente onorario dei viola ha risposto alle dichiarazioni di Andrea Agnelli e di Marotta di qualche giorno fa.

Ma riavvolgiamo il nastro per capire meglio com’è nata questo ennesimo litigio che si potrebbe quasi definire infantile. Il primo attacco è stato di Diego Della Valle, fratello maggiore di Andrea, che qualche giorno fa durante una trasmissione televisiva, Servizio Pubblico di La7, ha attaccato duramente tutta la famiglia Agnelli, soprattutto i componenti più giovani. Il succo del discorso dell’uomo d’affari marchigiano è che le ultime generazioni della famiglia piemontese non sono all’altezza delle precedenti, che al lavoro preferiscono le discoteche, le barche, il golf e così via.

In occasione dell’ultima assemblea degli azionisti Andrea Agnelli ha risposto con una battuta alla provocazione: “La discoteca? C’è chi va e chi no, io vado poco, ma l’ultima volta sono andato per festeggiare uno scudetto e mi sono divertito molto. Gli auguro di andarci anche lui per festeggiare qualcosa”. A rincarare la dose ci ha pensato Marotta che tornando sul caso Berbatov ha detto: “Lui ci ha detto che mai sarebbe andato alla Fiorentina e che avrebbe seguito il suo ex allenatore, passato al Fulham. Non c’è stato alcun sgarbo alla Fiorentina. Anzi, il nostro intervento è stato di aiuto ai dirigenti della Fiorentina per evitare una brutta figura. C’era un cerimoniale a Firenze, ma Berbatov non sarebbe mai arrivato”.

Queste parole non hanno fatto piacere alla dirigenza della Fiorentina che già aveva risposto in maniera piuttosto piccata con Daniele Pradè. Oggi è invece arrivato l’intervento di Andrea Della Valle che ha pensato di richiamare in causa lo scudetto del 1982 che la Juve si aggiudicò all’ultima giornata vincendo a Catanzaro e strappandolo ai viola tornati con un pareggio da Cagliari. Le polemiche allora come oggi furono asprissime, la rivalità tra le tifoserie risale proprio a quel famoso scudetto, così Della Valle lo riporta alla memoria per rispondere ad Andrea Agnelli e allo stesso tempo a Marotta:

Lasciamo fare le fesserie di Marotta su Berbatov e le battute di Agnelli della discoteca. Quest’anno sono 30 anni da quello “scudetto” virtuale del 1982. Speriamo di tornare in discoteca. Festeggiamo quello scudetto dell’82, perché tutti ce lo sentiamo sul petto.

I Della Valle, marchigiani di origine, hanno acquistato la società gigliata nel 2002, adesso scopriamo che non è stato solo un investimento, quanto piuttosto un atto d’amore visto che Andrea già vent’anni prima seguiva con trepidazione le vicende dei viola. Battute a parte sarebbe forse meglio che tutti abbassassero i toni, è inutile lamentarsi quando negli stadi ci sono incidenti tra i tifosi se i loro animi sono scaldati da ricchi e facoltosi presidenti che litigano per il calcio e fanno affari insieme in altri campi.

Andrea Della Valle comunque ha trovato anche il tempo di parlare della partita a cui assistito, si è detto soddisfatto della prestazione della squadra di Montella e si è dimostrato indulgente nei confronti dell’arbitro Bergonzi che oggi, con i suoi assistenti, ha commesso un errore che ha danneggiato la Lazio:

Ho visto una Fiorentina determinata e il Franchi è tornato un fortino. Ho sentito polemiche sull’arbitraggio: è un ragazzo giovane e l’arbitro e va aiutato. Il gol in fuorigioco era millimetrico mentre i giocatori laziali hanno fatto falli da rompere le gambe, come quello su Cuadrado.

Dopo l’arbitraggio di Guida domenica scorsa contro il Chievo le reazioni non erano state le stesse, eppure il fischietto campano è addirittura di 10 anni più giovane di Bergonzi e forse avrebbe meritato anche lui un po’ di comprensione.

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