Road to Germany 2006: Arabia Saudita


La tormentata panchina dell'Arabia Saudita dopo una serie di cambi in corsa, complice anche la disastrosa coppa d'Asia del 2004, sembra finalmente aver trovato pace. A sedervi sarà Marcos Paqueta, brasiliano, egli stesso al suo arrivo si è definito più che un allenatore un "educatore". Messosi subito al lavoro ha riportato la squadra ai livelli abituali, riuscendo ad ottenere la qualificazione al mondiale senza subire sconfitte. Quattro vittorie, due pareggi e un solo goal subito hanno garantito ai sauditi la testa del girone davanti alla Corea del Sud.

Per questa nazionale il pedigree è di tutto rispetto, sono alla quarta partecipazione consecutiva ai campionati del mondo. Al loro esordio, nel 1994 negli Stati Uniti, riuscirono addirittura a sorprendere tutti superando il primo turno. Dopo quell'esaltante avventura purtroppo non sono più riusciti a ripetersi, non riuscendo quindi mai a giungere agli ottavi. In campo continentale l'ultimo successo risale al 1996, vittoria che si unisce alla doppietta siglata negli anni ottanta (1984 e 1988).

Gli estremi difensori chiamati a difendere la porta sono Mohammad Al Deayea (Al-Hilal), Mabrouk Zaid (Al-Ittihad) e Mohammad Khojah (Al-Shabab).

Il titolare durante le qualificazioni è stato Zaid che, tra l'altro, ha fatto molto bene avendo dovuto raccogliere la palla in rete soltanto in un'occasione. Ma il vecchio Al Deayea è deciso a voler consumare la sua vendetta. Quattro anni fa in Corea era il titolare e subì 12 goal in tre partite, otto delle quali dalla Germania. Ora ritorna in nazionale per provare a chiudere la carriera positivamente. Per Khojah ci sarà il ruolo di terzo, anche Zaid agli ultimi mondiali occupava quel posto in panchina, quindi per lui non c'è che da migliorare ed aspettare il suo turno.

Sulla linea difensiva cercano un posto al sole Ahmad Dokhi (Al-Ittihad), Redha Tukar (Al-Ittihad), Hamad Al Montashari (Al-Ittihad), Ahmad Al Bahri (Al-Ittifak), Mohammad Massad (Al-Ahli), Nayef Al Qadi (Al-Ahli), Hussein Sulimani (Al-Ahli) e Abdul Aziz Khathran (Al-Hilal).

I giocatori da seguire in questo reparto sono Tukar, difensore centrale molto forte fisicamente. Ogni tanto gli capita di perdere la concentrazione ma compensa questo difetto con la grande pericolosità sulle palle inattive. Al suo fianco al centro della difesa si schiererà Al Montashari, valutato miglior giocatore dell'AFC, la federazione asiatica, nell'anno 2005. La sua intelligenza difensiva gli permette di dare tranquillità a tutto il reparto. Non cambiano padroni le fasce rispetto all'ultimo mondiale: Dokhi e Sulimani sono i padroni incontrastati rispettivamente del versante destro e di quello sinistro.

A occuparsi della zona mediana del campo troviamo Saoud Khariri (Al-Ittihad), Mohammad Noor (Al-Ittihad), Mohammad Ameen (Al-Ittihad), Khaled Aziz (Al-Hilal), Omar Al Ghamdi (Al-Hilal), Nawaf Al Temyat (Al-Hilal) e Mohammad Al Shlhoub (Al-Hilal).

Noor e Aziz, con il secondo leggermente più arretrato a protezione della difesa saranno il fulcro del reparto. In caso ci fosse bisogno di un atteggiamento più offensivo sarà pronto a scendere in campo Al Temyat. Sulla fascia destra Khariri proverà a sfoderare prestazioni convincenti e assist invitanti com'è suo solito. Infine sulla sinistra dovrebbe giocare il più talentuoso di tutta la rosa, parliamo di Al Shlhoub, denominato in patria "Maradona Junior". A soli 19 anni realizzò un tripletta in coppa d'Asia, da allora la sua popolarità non è mai calata. Quattro anni fa era il più basso di tutti i calciatori partecipanti al mondiale ma i suoi pochi centimetri non gli impediscono di essere un vero talento, dai suoi piedi possiamo aspettarci qualsiasi cosa.

Gli arieti di questa formazione sono Sami Al Jaber (Al-Hilal), Yasser Al Qahtani (Al-Hilal), Mohammad Al Anbar (Al-Hilal), Saad Al Harthi (Al-Nasr) e Malek Mouath (Al-Ahli).

A guidare il reparto e la squadra come capitano ci sarà Al Jaber. In patria è un eroe, insieme a Al Owairan ha trascinato i "figli del deserto", così è chiamata l'Arabia Saudita, verso la conquista degli ottavi di finale nel mondiale americano. Quattro anni più tardi, in Francia, è riuscito ad andare in goal contro il Sud Africa, diventando così il primo asiatico a segnare in due edizioni consecutive di un campionato del mondo. Dopo si è tolto la soddisfazione di vestire la maglia del Wolverhampton, diventando così il primo saudita a giocare in un club europeo. Nel 2002 purtroppo non ha potuto fare molto a causa di alcuni infortuni. Ora , dopo tanti record, torna in campo sperando di ripetere le splendide prove di dodici anni fa. Al suo fianco ci sarà Al Qahtani, uno dei giocatori più quotati dell'intero panorama asiatico, rapido e spietato sottoporta può far male in qualsiasi momento. Ma anche gli altri giocatori sono molto interessanti. Al Harthi, ad esempio, ha giocato due partite nelle qualificazioni andando a segno in entrambe le occasioni. Al Anbar, soprannominato Ronaldinho per la sua somiglianza col brasiliano, è di fatto l'erede di Al Jaber. Mouath infine è uno dei cannonieri più prolifici del campionato saudita e rappresenta il classico asso nella manica nelle mani del tecnico Paqueta.

L'Arabia Saudita, sorteggiata nel gruppo H in compagnia di Spagna, Ucraina e Tunisia, non ha molto da perdere. Per questo paese la sola partecipazione, per la quarta volta consecutiva per giunta, rappresenta un ottimo traguardo. Le motivazioni dei singoli potrebbero dare quel qualcosa in più che di solito fa la differenza. Molti giocatori di questa rosa infatti hanno ambizioni europee e ben figurare in queste occasioni è fondamentale. Il passaggio del turno non è proprio un obiettivo a portata di mano, ma qualche bella partita possiamo sperare di vederla quando scenderanno in campo i figli del deserto. Non ci sorprenderemmo se quella contro la Tunisia sarà uan delle più divertenti di tutto il mondiale.

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