Anche Moratti dice la sua su Catania – Juventus: “La partita mi ha fatto un po’ d’impressione”

Il presidente dell’Inter ha voluto manifestare la sua opinione in merito agli errori arbitrali di Catania, auspicando che tali siano, per non correre il rischio di sprofondare all’era pre Calciopoli. Fra sei giorni c’è Juve – Inter.

Massimo Moratti, in occasione dell’assemblea dei soci dell’Inter che si è tenuta oggi, ha voluto esprimere la sua opinione su quanto accaduto ieri a Catania nel corso dell’ormai famosa partita tra gli etnei e la Juventus. Evidentemente il patron nerazzurro quando si parla di arbitri e di Juve non riesce proprio a restare fuori dalla discussione, così oggi nel parlare del gol annullato a Bergessio, e di tutto quello che ne è seguito in campo e fuori, ha usato parole abbastanza forti e di sicuro effetto:

“La partita di ieri a Catania un po’ di impressione l’ha fatta. Non vorrei però arrivare alla sfida di sabato acuendo la non grandissima simpatia tra le tifoserie di Inter e Juventus. Non credo ci sia bisogno di sottolineare quel che i giornali hanno sottolineato perfettamente.È una situazione assurda quella di ieri, ma bisogna pensare sempre che sia solo un errore e che non si ripeta.


Moratti da persona saggia qual è non vuole pensare che ci sia qualcosa di sporco dietro un semplice errore di valutazione da parte del guardalinee, come quello della settimana scorsa in favore della sua Inter proprio contro il Catania. Ma soprattutto preferisce evitare che le sue parole, così come quelle di tanti altri in queste ultime 24 ore, possano rendere bollente il clima in vista della sfida di sabato tra Juventus e Inter. Insomma, non c’è bisogno certo di altra benzina sul fuoco.

Nonostante ciò non riesce a fare a meno di ritornare con la mente a quello che sembra essere il medioevo del calcio italiano, gli anni terrificanti della Juve di Moggi e Giraudo. Per fortuna non rivedee negli atteggiamenti dell’attuale dirigenza juventina gli stessi metodi di quella precedente e oggi si può parlare tranquillamente di errori arbitrali. Tuttavia è bene non dimenticare, un po’ come accade per altri terribili misfatti che hanno caratterizzato la storia umana, per non correre il rischio di ripetere nuovamente gli stessi errori:

Fino al 2006 abbiamo avuto una terrificante esperienza, con tanti risvolti, che è rimasta dentro tutti. Qualcuno lo dimentica ma è bene ricordarselo, perché è una macchia spaventosa e non credo che nessuno sia disposto a tornare a quel clima. Non credo che la nuova società Juve si sia organizzata in quel senso, in questo caso i responsabili sono gli arbitri e i guardalinee. E poi, se si deve prendere una decisione decida solo una persona, si prenda la responsabilità uno soltanto. Quaranta secondi per sentire quattro persone diverse non bastano. Concentriamoci e rimaniamo a quello che dobbiamo fare noi e vedrete che saremo rispettati.

Rileggere queste parole, non solo per i tifosi di fede bianconera, dovrebbe essere qualcosa di grottesco. Senza voler negare niente di quello che i tribunali hanno fino ad ora stabilito, andrebbe però rinfrescata la memoria del presidente dell’Inter in merito agli sviluppi del Processo Telecom. Se qualcosa a Napoli si è stabilito, lo stesso si può dire anche per Milano, le dichiarazioni di Tavaroli in merito all’abitudine della società meneghina di commissionare dossier dovrebbero pesare come macigni e invece sembra che siano una fantasia proveniente da chissà dove. Eppure le cause di risarcimento milionarie dovrebbero aiutare in questo senso.

Ognuno è libero di avere le idee, su Calciopoli, su Catania – Juve e sulle simpatie di Maggiani, piuttosto che di Copelli, su questo non c’è dubbio. Questo però non significa che bisogna per forza esternarle, soprattutto quando il senso di responsabilità imporrebbe di evitare di aizzare un fuoco già ardente. Ma com’è noto “un bel tacere mai scritto fu”, Monteverdi lo mise in bocca ad Ericlea nutrice di Ulisse ormai più di 400 anni fa, il senso di quelle parole non smette mai di essere attuale, purtroppo.

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