Lotito e Petkovic d’accordo: “Gli arbitri hanno bisogno di un aiuto tecnologico”

All’indomani della sconfitta con la Fiorentina maturata anche grazie ad alcuni gravi errori di Begonzi, Lotito e Petkovic tornano sulla partita, i toni però sono totalmente diversi da quelli di Pulvirenti.

Non è bastata la nottata a far smaltire la delusione per la sconfitta, Claudio Lotito, che oggi ha partecipato al consiglio federale della Federcalcio, è tornato sugli episodi sfavorevoli che hanno visto come protagonista l’arbitro Bergonzi e come vittima la stessa Lazio. Durante la partita del Franchi la squadra di Petkovic si è vista annullare per fuorigioco un gol valido di Mauri, non assegnare un rigore per fallo di mano di Cuadrado e può aver da ridire anche sulla posizione di Jovetic in occasione della conclusione bella e vincente di Ljajic.

Il presidente biancoceleste si schiera con decisione contro la recente introduzione degli assistenti di porta, a suo modo di vedere inutili poiché comunque non garantirebbero di avere partite senza errore. La soluzione è sempre la stessa, la tecnologia a bordo campo, l’unico strumento secondo molti in grado di garantire maggior correttezza e uniformità di giudizio nel calcio: “La moviola in campo è indispensabile. Così si evitano recriminazioni. Ho sempre detto che i giudici di porta erano inadatti”.

Lotito torna con la memoria ad una partita di Europa League in cui un assistente di porta non aveva visto un fallo da rigore su Zarate, da allora è maturata in lui la convinzione che l’aggiunta di uomini, e di occhi, in una partita non è una garanzia, alla fine a mancare sono i punti in classifica:

Li ho sperimentati sulla mia pelle: in Europa League due anni fa un giudice di porta non dette un fallo evidentissimo su Zarate. Gli uomini non sono macchine e possono fare degli errori. Bisogna dare certezza del giudicato. Gli errori incidono in maniera determinante sul campionato: avere tre punti e non averli equivale a sei punti. Inutile predicare valori dello sport basandosi sul rispetto dell’avversario e del merito, ci deve essere par condicio per tutti: il merito in campo non deve arrivare da un errore arbitrale.

Poi però il numero uno laziale spegne la polemica e si augura che questo tipo di discussioni non abbiano mai una dimensione mediatica, cosa che spesso finisce per influenzare il giudizio degli arbitri in un circolo vizioso che si autoalimenta:

La partita di Firenze l’hanno vista tutti, ma le valutazioni non spettano a me perché sono un componente dell’organo istituzionale e le disquisizioni non vanno fatte a livello mediatico, ma nel momento in cui qualche squadra fa appelli antecedentemente alla gara si creano poi condizioni di svantaggio nei confronti dell’avversario.

Il riferimento al direttore sportivo dei viola Pradè, che nella settimana scorsa si era lamentato dell’arbitraggio di Chievo – Fiorentina, è più che evidente. Sulla partita è tornato anche l’allenatore dei capitolini, Vladimir Pertkovic, proprio come ieri, ha usato toni da gentiluomo. Non vengono nascosti gli errori dell’arbitro, allo stesso tempo però vengono conosciuti e esaltati i meriti di un avversario, la Fiorentina di Montella, capace comunque di disputare un’ottima partita:

Le cose si possono dire, ma è importante farlo anche in modo elegante. E io credo che quando si parla di fatti che sono evidenti non ci sia bisogno di ulteriore polemiche. La Fiorentina ha giocato molto bene per 45 minuti praticando un calcio moderno. È ovvio che ieri gli episodi ci abbiano condannato, ma credo che durante un campionato queste cose si pareggino.

Interessante poi il suo punto di vista sui motivi della poca efficacia degli arbitri di porta, poi apre anche lui alla moviola in campo come già accade in molti altri sport:

Non vorrei che a volte gli arbitri non si capissero, mi sembra che in certe occasioni si schiaccino un po’ i piedi. Deve essere un lavoro di squadra e non sempre accade. Per quanto riguarda la tecnologia, io credo che si possa anche inserire, magari su episodi particolari. Non la vedo una cosa assurda. C’è già in altri sport e sarebbe più facile dare spiegazioni ad alcune situazioni.

L’atteggiamento di Petkovic ma anche di Lotito è sicuramente da elogiare, in particolare è da sottolineare un concetto tanto semplice quanto valido espresso dall’allenatore: a che serve essere polemici quando si parla di cose evidenti e sotto gli occhi di tutti? Forse quando si parla di mancanza di cultura dello sport in Italia e proprio a questo che bisogna far riferimento, complimenti al bosniaco.

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