In attesa di Juve-Milan, Ranieri e Dinho all'unisono: "Non è una partita decisiva"


Numero tondo domenica sera all'Olimpico di Torino: Juventus e Milan si incontreranno per la 200esima volta nella loro storia in competizioni ufficiali, la 147esima in campionato, partita numero 74 in quel di Torino; i precedenti in casa della Juve sono a favore dei bianconeri vittoriosi per 33 volte (l'ultima vittoria l'anno scorso per 3-2 con gol di Del Piero e doppiette di Inzaghi e Salihamidzic), 21 i pareggi (nel marzo 2006 uno 0-0 da sbadigli) e 19 i colpacci dei rossoneri (Sheva e due volte Seedorf, 1-3 il finale, firmarono l'ultimo successo milanista in Piemonte, nel 2004). Tanti gli ex juventini tra il Milan (da Ancelotti a Inzaghi, da Emerson a Zambrotta, finanche Abbiati), neanche un giocatore della Juve ha invece vestito in passato quella dei rivali milanisti.

Arbitrerà il signor Rizzoli di Bologna (coadiuvato da Ayroldi e Lanciano), già protagonista di tre partite della Juve: lo 0-0 di Genova contro la Samp, il 2-0 sulla Roma e lo 0-1 patito a San Siro contro l'Inter; in generale sarà la decima partita dei bianconeri che dirigerà, avendo assistito a 3 vittorie di Del Piero e soci e una sola sconfitta, ben 5 i pareggi. Col Milan s'è incrociato lo stesso e identico numero di volte: 5 vittorie rossonere e ben 4 sconfitte, quest'anno ha arbitrato solo una partita del Milan e cioè il 4-1 casalingo contro la Lazio. Oggi è giorno di vigilia, di conferenze stampa e ultime dichiarazioni scaramantiche, fra 48 ore sapremo chi è l'anti-Inter; tuttavia l'attesa per partite del genere dura una settimana intera, così negli scorsi giorni molti addetti ai lavori hanno parlato circa il match.

Se per Brazzo Salihamidzic è una piccola finale, diverso è il tono di due sicuri protagonisti della sfida: Claudio Ranieri, allenatore della Juve, e Ronaldinho, mezzapunta milanista. Il tecnico trasteverino ci ha tenuto a precisare che "sarà una grossa partita tra due squadre che hanno dato lustro al calcio italiano nel mondo; significa tanto ma non è ancora decisiva: sono convinto che fino in fondo ce la giocheremo in tanti". Gli ha fatto eco il dentone brasiliano che così ha parlato: "Io credo vincerà il Milan, me lo auguro. Basterebbe anche... mezzo a zero, magari con un mio gol! Ma se così non fosse pazienza, non sarebbe la fine del mondo, tanto l'Inter non scappa, è troppo presto per fare pre­visioni così sicure". Sarà, eppure perdere per una delle due potrebbe essere una brutta botta: l'Inter a +9 (Chievo permettendo) inizierebbe a non vedersi più!

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