Panchine in bilico, da Allegri a Stroppa (con Pioli e Ferrara non così tranquilli)

Allegri, Pioli, Stroppa, Ferrara. Milan, Bologna, Pescara, Sampdoria. Sono questi i nomi sui quali lavorano gli appassionati del cambio-allenatore, tutt'oggi uno degli sport preferiti dei presidenti di calcio italiani. Stessa cosa fanno i giornalisti, che sono giustamente partiti (chi prima, chi dopo) a monitorare la situazione in società di quattro tecnici ancora, seppur con situazioni differenti, sulla graticola.

Perché se da un lato il Milan pare aver dato un segnale forte resistendo, è anche vero che la possibilità in via Turati non viene esclusa. Sopratutto, con la sola esclusione di Pippo Inzaghi che però creerebbe un grosso incidente mediatico e diplomatico, nessuno è disponibile su piazza a far da eventuale traghettatore. Neppure Mauro Tassotti. Le notizie che trapelano di conseguenza sono tutte volte in direzione giugno: Guardiola inarrivabile, Benitez e Mancini idee concrete, Spalletti perde colpi ma piace.

Il Bologna fa caso a sé: solo in caso di catastrofe si valuterebbe il cambio tecnico. Catastrofe significa ultime due posizioni consolidate o un filotto di sconfitte di quelli insostenibili. Al momento, la dirigenza felsinea ha totale fiducia in Pioli, ma Franco Colomba è uno spettro che potrebbe davvero prendere forma.
Pescara e Sampdoria sono all'attualità i due casi più disperati e quindi più indagati. C'è la consapevolezza in entrambi gli ambienti che un solo grande risultato potrebbe invertire umore e tendenza, ma i lavori e i ragionamenti sono partiti sia per un dopo-Stroppa che per un dopo-Ferrara.

In Abruzzo, però, è saltato per aria anche il rapporto con i tifosi e questo potrebbe accelerare la pratica. Non a caso i nomi ci sono già e sono tre nel seguente ordine di gradimento: Pasquale Marino, Walter Novellino e Beppe Iachini. Quest'ultimo non ha nessuna chance, e forse nessuna voglia dopo il congedo estivo, di ristabilire un rapporto con la Sampdoria che allora pensa a Delio Rossi, ampiamente disponibile a prendere in mano la squadra e tornare finalmente in campo dopo il clamoroso caso-Lijaic.

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